Chi è Chef Antonino Cannavacciuolo: ristorante, stelle Michelin, piatti famosi e vita privata

Nella sua semplicità sta la complessità del suo successo. Antonino Cannavacciuolo, anche da Vip, risponde sempre al telefono e quando lo fa ti sembra che ti arrivi la pacca sulla spalla. Il successo non lo ha cambiato affatto. È sempre lui, il guaglio’ napoletano, che la tradizione se la porta nel cuore e che ridendo e scherzano ha pubblicato ben 9 libri, uno più di successo dell’altro.

Antonino Cannavacciuolo: chi è, dove è nato, età, altezza e peso

Antonino Cannavacciuolo nasce a Vico Equense, in provincia di Napoli il 16 aprile 1975 sotto il segno dell’ariete (e si vede, viene da pensare). Ha, dunque 47 anni ed è uno degli chef stellati più noti in Italia.

Altezza e peso

L’altezza di Antonino Cannavacciuolo è di 1,91 e il suo peso attuale sembra attestarsi intorno a 126 Kg. Con la schiettezza che lo caratterizza, Cannavacciuolo ha raccontato pubblicamente di essersi impegnato molto per riuscire a perdere peso, approfittando del lockdown. Va detto che lo chef non è mai stato magro e negli anni precedenti alla sua decisione, il suo peso non gli consentiva di riposare bene. La decisione, presa a causa di motivi di salute, ha cambiato di fatto il suo modo di alimentarsi. Cannavacciuolo non segue una dieta specifica ma soltanto sane abitudini alimentari che consentono alla bilancia di segnare un chilo in meno ogni due o tre mesi. L’attività fisica lo ha aiutato molto nell’intento di uscire dalla condizione di obesità.

Il padre

Papà Andrea è chef e se lo trascina dietro in cucina sin dalla più tenera età. E così Antonino, già a otto anni, a chi gli chiede cosa volesse fare da grande risponde che farà lo stesso mestiere di papà. Padre, però, per niente facile quello di Antonino che da oltre vent’anni e docente all’alberghiero di Vico Equense e, dunque, in paese è considerato un’istituzione. Ma Antonino non si scoraggia: si iscrive all’alberghiero anche lui e, una volta messo in tasca il diploma, comincia subito a lavorare.

Chi sono moglie e figli dello chef?

Cinzia Primatesta è il nome della prima e unica moglie di Antonino Cannavacciulo ma anche della moglie dei suoi due figli: Elisa e Andrea.

La moglie

A Cinzia Primatesta, di origini piemontesi, Antonino Cannavacciuolo è legato da oltre 25 anni. Cinzia è figlia di ristoratori e ha conosciuto Antonino (che lei ha sempre chiamato Toni) durante il suo primo incarico stagionale nel ristorante L’Approdo, sul lago d’Orta. Antonino fu assunto dai genitori di Cinzia come chef per te mesi: tra loro la scintilla scattò subito. Era il 1995. Fu un vero colpo di fulmine. Non si sono mai più lasciati. Grazie ai genitori di lei nel corso degli anni 90, i due fidanzati acquistano Villa Crespi a Orta San Giulio, in provincia di Novara. E nel 2005, dieci anni dopo l’incontro, si celebra il loro matrimonio: due anni prima, nel 2003, Cinzia e Antonino avevano conquistato la prima stella Michelin.
Cinzia Primatesta non è solo la moglie di Antonino ma anche la sua socia in affari e anche molto di più: lui la definisce l’ingrediente segreto della sua ricetta più importante, la famiglia.

I figli

La primogenita di Antonino Cannavacciuolo si chiama Elisa, è nata nel 2009 e in questo 2022 compie, dunque,13 anni. Andrea, il minore, è arrivato nel 2014 e ha compiuto 8 anni. I figli sono il vero e proprio orgoglio dello chef stellato, che rimprovera a se stesso di essere a volte un padre assente. Il rapporto con i figli, grazie anche alla complicità di Cinzia, è però comunque molto saldo. Lo chef, a ogni modo, protegge la loro privacy parlandone pochissimo.

Quante stelle michelin ha Antonino Cannavacciuolo?

Oggi, Antonino Cannavacciuolo è uno degli chef stellati più importanti d’Italia. Lo chef conta, infatti, ben 5 stelle Michelin: due per Villa Crespi (la seconda è arrivata nel 2006), e una a testa per il Cafè & Bistrot Cannavacciuolo di Novara, il Bistrot Cannavacciuolo di Torino (entrambe arrivate nel 2018) e il ristorante Laqua Countryside (2022). Il 2021 costituisce un’altra data importante per Cannavacciuolo e sua moglie Cinzia, perché segna il ritorno a Vico Equense e il debutto nel mondo dell’hotellerie.

Villa Crespi, il ristorante di chef Cannavacciuolo

Villa Crespi costituisce un po’ un segno del destino per Antonino Cannavacciulo e rappresenta anche il suo regno culinario. Davanti a questa dimora storica, risalente all’800, Cannavacciuolo fu proposto come chef al padre di Cinzia Primatesta, che di lì a poco lo assunse per un incarico di tre mesi. Qualche tempo dopo, ignaro del fatto che il futuro suocero aveva in progetto proprio l’acquisizione della struttura, Antonino gli rivelò che gli sarebbe piaciuto prenderla in gestione. Nel 1999, all’età di soli 24 anni, Villa Crespi diventa una proprietà di famiglia, grazie all’aiuto dei genitori di lei. Oggi, Cinzia Primatesta è responsabile dell’accoglienza.

I piatti di chef Cannavacciuolo che lo hanno reso famoso

I piatti che hanno reso famoso il pluristellato chef più famoso d’Italia vengono fuori dalla cornice incantata del Lago d’Orta e sono frutto delle contaminate tradizioni campane e piemontesi.
Il limone è l’ingrediente preferito di chef Cannavacciuolo, che lo inserisce come tocco finale di molti dei suoi piatti.

Tonno Vitellato

La verve di Antonino Cannavacciuolo fa da filo conduttore delle sue creazioni. Il tonno vitellato è il canzonamento del vitello tonnato, nelle intenzioni dello chef che ispira simpatia anche attraverso i suoi menu. Presentato a Le Strade della Mozzarella di Paestum del 2016, il piatto è costituito da tonno e brodo di carne.

Linguine di Gragnano calamaretti salsa al pane di Fobello

Una salsa al pane di Segale accompagna la pasta di Gragnano scottata velocemente e poi risottata. Lo chef concentra due elementi irrinunciabili della napoletanità (che, secondo la moglie Cinzia non perderà mai) in un unico piatto. Ed è come un goal di Maradona: l’estasi del palato.

Scampi alla pizzaiola

Le strade della Mozzarella di Paestum, edizione 2014, costituisce la scena del debutto di questa creazione evidentemente ispirata alla bella Napoli. Poco sale sia per gli scampi sia per il pomodoro che viene arricchito da un battuto di olive. Come dire, un colpo da maestro…

Chef Cannavacciuolo giudice a Masterchef

Sei anni: tanti ne conta Antonino Cannavacciuolo come giudice a Masterchef Italia, il programma che costituisce la versione italiana dell’originale in onda su Cielo dal 2011. Cannavacciuolo si aggiunge alla giuria nella quinta edizione, tra il 2015 e il 2016, affiancando i colleghi Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri. A marzo 2022, i rumors lanciano l’ipotsi di un abbandono del programma da parte dello chef. Nulla di vero: è lo stesso Cannavacciuolo a smentire. Per lui, almeno altri due anni di contratto firmato con Endemol, produttore del programma.

Il Format Cucine da Incubo

In onda dal 2013 (dapprima su Fox Life e da ultimo su Now) Cucine da Incubo è il programma di Antonino Cannavacciuolo per antonomasia. Il format ricalca l’omonimo originale britannico e consiste nel visitare e rivoluzionare ristoranti sull’orlo della crisi. Il tocco di Cannavacciuolo per l’edizione italiana è rappresentato dal teaching: in fase di rilancio, Cannavacciuolo inventa una ricetta su misura per ogni ristorante che rilancia e la insegna passo per passo al suo staff. La riapertura post – restyling lo vede impegnato a correggere ed eliminare sbavature.

Antonino Cannavacciuolo sui social

Oltre un milione e mezzo di fan incoronano lo chef Antonino Cannavacciuolo una delle celebrities più seguite d’Italia. Amatissimo, sì, ma anche molto attivo su Facebook, Instagram e Twitter, Cannavacciuolo oltre che uno chef di prima classe è anche un comunicatore magnetico. ll segreto? È sempre lo stesso: la tradizione culinaria nei piatti, quella personale sui social. Il post in cui, in occasione della festa del papà, il 19 marzo, rendeva omaggio al genitore Andrea ha fatto il giro d’Italia suscitando milioni tra likes e commenti. I numeri fanno di Antonino Cannavacciuolo un inconsapevole influencer: resta il primo per ampiezza di seguaci ma non per interattività. Sotto questo profilo, a superarlo sono i colleghi Marco Bianchi e Stefano Bottura.

Tags :