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Matera 2019: le cene di Mammamiaaa

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Le abitazioni materane diventano luoghi di narrazione e incontro dove ospiti sconosciuti e padroni di casa cucinano insieme antiche ricette di famiglia

Nel 2019 Matera, la celebre “città dei sassi”, sarà la Capitale della Cultura Europea. Un riconoscimento di grande valore per uno dei luoghi più affascinati, belli e misteriosi di tutta Europa. Tra le iniziative che renderanno indimenticabile l’anno della città lucana, una delle più interessanti e dinamiche sarà certamente quella che verrà presentata il 10 maggio in occasione di Milano Food City, la festa della cultura del cibo a 360° promossa dal Comune del capoluogo meneghino.

Si tratta di “Mammamiaaa”, un progetto di Matera 2019 co-prodotto con Casa Netural in collaborazione con Idlab e John Thackara. “Mammamiaaa”, prevede un sistema di cene del tutto particolari: le case materane, aprendosi a tutti, diventeranno luoghi conviviali, di narrazione e incontro. Insieme, ospiti sconosciuti (almeno due, secondo il format), padroni di casa, parenti e amici, prepareranno un piatto legato a un ricordo di famiglia. Durante la serata, verranno raccontati e condivisi i segreti del piatto e le storie che lo circondano; il tutto, documentato e condiviso sui social con la community di “Mammamiaaa” attraverso dirette live, video-racconti, interviste ai partecipanti, foto dei piatti e della cena.

Per far pregustare l’evento, nelle serate di giovedì 10 e venerdì 11 maggio, dieci famiglie di Milano organizzeranno altrettante cene nel format Mammamiaaa: obiettivo del progetto è quello di realizzare 10.000 cene in tutta Europa, elevando il cibo ad autentico mezzo di trasmissione della cultura capace di raccogliere ricette, storie e aneddoti; un enorme patrimonio che verrà raccolto in un altrettanto grande archivio digitale della cultura materiale del cibo. Le 10.000 ricette e i loro racconti, inoltre, saranno impressi graficamente su 10.000 piatti per trasformarsi in una memoria collettiva che formerà una colossale installazione ambientale nel paesaggio lucano.

Antonio Forestieri

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