Trieste, ecco dove mangiare bene spendendo poco

Non è di solito meta ma passaggio. Trieste è sempre Italia ma offre un’altra dimensione: un po’ Mediterraneo (anche se il mare è l’Adriatico) e un po’ sloveno, con la perfezione e l’armonia che sembrano uscite da una cartolina.

Ponte tra ovest ed est, la città friulana non si smentisce: lo senti nel dialetto e lo vedi nel piatto.

Ristoranti economici a Trieste dove mangiare bene spendendo poco

Economico? In genere no davvero. Però cercare è un arte e chi trova quel che cerca si arricchisce.
Vale anche sotto il profilo culinario. Ecco allora qualche suggerimento per saziarsi senza lasciare a digiuno il portafoglio.

1. Siora Rosa

Nel centro città, più che un’osteria è nato come un buffet di degustazione, ma Siora Rosa non delude. Pochissimi tavoli (riservare è d’obbligo) e ti accontenti di quel che c’è. Ma ti alzi sazio, anche di cortesia, e il prezzo fa sorridere il portafoglio. Menu a meno di 25 euro. Qualche pecca nel servizio ci sta e fa da condimento anche al cuore.

2. Menarosti

Questa trattorie, una delle più storiche di Trieste (esiste dal 1903 e festeggia nel 2022 121 anni di servizio), stupisce. Punto. Il menu è a base di pesce e la granseola se la comanda. I dondoli fanno da antipasto prelibato e gli gnocchi de pan si servono con il sugo di seppie. Anche i fritti sono asciutti e croccanti. E il conto merita. Eccome se merita: solo 30 euro di media.

3. Suban

Questa antica trattoria sta ai consigli dei triestini come il cacio sui maccheroni. Eppure è semplice semplice, anche nel conto (meno di 30 euro). Suban è il regno della jota, perché come dice il proprietario come la fanno qui non si mangia da nessun’altra parte. Ingredienti segreti? Niente affatto! È solo questione di tradizione e di amore per le materie prime e la cucina.

4. Baracca e burattini

L’osteria in origine nasce per il dopo teatro e una volta restava aperto fino a tardi per dar da mangiare a chi usciva a tarda sera dopo gli spettacoli. Oggi, causa anche la pandemia, gli orari si sono accorciati. Ma almeno non si sono gonfiati i prezzi (menu a 25 euro di media). Il segreto del locale è nella cortesia dei proprietari che intrattengono i clienti e a fine pasto offrono loro un dopocena. Visto che siamo in Friuli rifiutare la grappa potrebbe farli restare male… Prendete nota.

5. Mara

Qui c’è poco da dire: andare da lei è come entrare nella cucina di nonna. Parole d’ordine: niente formalità. Da Mara si mangia, tutto il Friuli sta nel piatto e il condimento preferito è la cortesia e la cordialità. Pochi tavoli, tutti per due, e tante specialità della casa, compresa una vasta gamma di rosolii. Se cucina di nonna dev’essere, allora cucina di nonna sia fino alla fine. E il conto è di poco superiore a 20 euro. Meglio di così…

6. Bea e Benny

Per essere economico, è economico ma i proprietari non lesinano certo sulle porzioni che sono tra le più abbondanti servite in città. Trieste sta nel piatto ma al punto giusto perché i triestino veri vogliono mangiare anche qualcosa di diverso rispetto a ciò che preparano da sè. E allora largo a sfizi di ogni genere e ai grandi classici della tradizione italiana. Uno per tutti? Le linguine allo scoglio senza elementi congelati. Prezzo del menu: meno di 30 euro. E mangiarono tutti felici e contenti.

7. Scarpon

Per chi ama il vintage, questa trattoria è un po’ il paese dei balocchi. Il pesce trionfa dall’antipasto al dolce.
Gli gnocchi de pan sono serviti con le vongole e quelli de susin a fine pasto come dolce. I calamari affogano ripieni dentro il sugo e il prezzo è circa 27 euro. Caffè incluso.

Trieste: i piatti tipici

Non è un caso che, a Trieste, il piatto più tipico sia una pietanza che si chiama jota, una zuppa di crauti, patate e salsicce che di italiano ha davvero poco. E anche se il tema è il pesce, i triestini hanno qualcosa di diverso.

I dondoli

I dondoli, per esempio, li mangi solo in Friuli e non si possono descrivere se non per la loro vaga somiglianza alle vongole (ma il guscio è ruvido e ziglinato). C’è chi dice che si tratti di semplici tartufi di mare ma, in realtà, non sono la stessa cosa.

I sardoni in savor

I sardoni in savor hanno il gusto della Mitteleuropa. Se la regola italiana è che la cipolla sul pesce stona, capisci che queste alici fritte vengono da altrove: i sardon si dispongono a strati intervallati da una coltre di cipolle cotte in aceto.

I cevapcici

I Cevapcici sono una contaminazione di origine balcanica (in Serbia, ce ne sono di simili e si chiamano cevapi) ma ricordano un po’ anche le salsicce della Romania: sono polpettine allungate di manzo, agnello e patate molto speziate e a volte piccanti.

Gli gnocchi

Gli gnocchi de pan (pane raffermo, latte, prosciutto tagliato a cubetti e prezzemolo) sono i più noti ma quelli de susin sono i più esclusivi (con prugne, patate e cannella). Si condiscono con il gulash.

Il gulash

Siamo d’accordo: il gulash proprio italiano non è ma quello triestino ha il suo perché. La paprika piccante è un must, le patate sono un optional e, semmai, vanno nella stessa quantità della carne, che è di manzo. Impossibile non assaggiarlo.