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Yard, il primo ristorante internazionale di Verona

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Look industriale, cucina diversificata e atmosfera newyorkese: ecco i punti di forza del nuovo ristorante globetrotter della città scaligera

Ha inaugurato lo scorso novembre in Corso Cavour, Yard Restaurant, il primo ristorante di respiro internazionale della piazza di Verona. Un concept di cucina globetrotter che vede come protagonisti l’astice, il platano fritto, le patatine al tartufo, il granchio, la carne con tagli internazionali, ma anche la pasta della grande tradizione italiana. E non mancano nemmeno i piatti dalle cotture healthy e una sezione del menu dedicata al sushi, rivisitato in chiave cosmopolita. Una tipologia di ristorazione che mancava a una città come Verona, e che vuole essere il punto di riferimento per tutti i cittadini desiderosi di trovare lo stile Manhattan sotto casa, proprio accanto alla centralissima Porta Borsari, cuore della città scaligera a pochi metri a piedi da Piazza Bra e dall’Arena, sede di spettacoli internazionali.

Il nome prende spunto da back-yard – ovvero il cortiletto, il giardino dietro casa tipico delle società anglosassoni –, un richiamo a un ambiente familiare e rilassato in uno spaccato internazionale. La proprietà è globetrotter come il ristorante, tre giovani che hanno girato molto all’estero e hanno deciso di portare aria nuova in una ristorazione molto classica e tradizionale come quella veronese.

Una hall d’ingresso accoglie il cliente che si ritrova subito in un’atmosfera polivalente. Otto vetrine molto ampie che guardano Corso Cavour e Piazzetta Santi Apostoli, ma anche una piccola stanza riservata. Un originale Airstream portato direttamente dagli States, filari di luci che scendono dai soffitti e grandi piante arredano Yard Restaurant con un gusto easy e sbarazzino che però sa essere anche accogliente e familiare. La proposta gastronomica è diversificata: dal Libano con i falafel alla newyorkese Waldorf con sedano rapa, mela verde e noci in salsa allo yogurt; dalla noodle soup orientale  ai Mac&Cheese, i maccheroncini di pasta all’uovo gratinati al formaggio cheddar con polpa di granchio tartufata; dalla Francia con la Onion&Brie Cheese, zuppa di cipolle con formaggio brie e crostini di pane di grano duro agli States con la 50oz Tomahawk, senza dimenticare l’abbinamento Lobster&Chicken (astice, pollo, riso basmati alla curcuma e latte di cocco) e il sushi. Per gli appassionati di aragoste, infine, imperdibile il tris di lobster rolls. Immancabili anche i dolci da tutto il mondo come il Banana Tiramisù o il Caramel.

Salvatore Spatafora

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