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Vinitaly 2018, tutti i numeri

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Chiusa un’altra edizione da record per numeri e, soprattutto, livello di soddisfazione degli operatori

Se fosse un vino, potremmo dire che per Vinitaly questa del 2018 è stata un’ottima annata, per quantità e soprattutto per qualità. Cominciamo dalla prima: la 52 esima edizione della più grande fiera italiana del vino svoltasi a Verona nei giorni scorsi ha chiuso con 128 mila visitatori da 143 paesi diversi: 32 mila i buyer accreditati. Rispetto allo scorso anno, si è registrato un +11% di operatori arrivati dagli USA, + 17% dai paesi del Nord Europa e soprattutto +34% dalla Cina. Interessati a trovare i vini giusti per il proprio mercato, o a rinnovare rapporti già in essere, gli operatori avevano a disposizione ben 4380 aziende espositrici (130 in più rispetto al 2017) da 36 nazioni.

“Vinitaly 2018 ha confermato la vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo, la rassegna in quartiere è sempre più orientata al professionista – è il commento del presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – Siamo sulla strada giusta, individuata in occasione del Cinquantesimo. E intanto cresce notevolmente anche il fuori salone pensato per i wine lover in città”. Da qualche anno infatti appassionati e semplici consumatori vengono “dirottati” dagli spazi della fiera a quelli urbani; con la formula Vinitaly & the City tutta Verona si è trasformata in una grande, affollata e divertente festa del vino, grazie anche ai numerosi appuntamenti culturali, scientifici, musicali e gastronomici organizzati nei giorni della manifestazione. Non solo: quest’anno anche la provincia è stata coinvolta, nei bellissimi borghi di Bardolino (Lago di Garda), Valeggio sul Mincio e Soave, dove si sono svolte degustazioni, convegni, mostre di arte, spettacoli e altro. Una formula che il pubblico ha mostrato di apprezzare: Vinitaly & the City ha portato quasi 60 mila wine lovers in giro per il centro storico della città e dei tre Comuni. E anche se la maggior parte delle persone si è limitata a godersi la festa brindando con gli amici, in ristoranti ed enoteche non sono mancati i clienti che hanno voluto concedersi etichette importanti: alla storica “Antica Bottega del Vino” in centro a Verona, sono state stappate non poche bottiglie del costo superiore ai 1000 euro l’una. Venendo alla qualità di questo Vinitaly, i produttori da noi interpellati sono stati concordi nell’affermare che gli incontri fatti erano d’alto profilo, cosa che non si verificava da un po’ di tempo. “La crescente presenza di professionisti in questa edizione testimonia il consolidamento del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer selezionati e accreditati da tutto il mondo – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – La top ten delle presenze assolute vede primi gli USA seguiti da Germania, Regno Unito, Cina, Francia, Nord Europa, Canada, Russia, Giappone, Paesi Bassi insieme al Belgio. Paesi che presidiamo durante tutto l’anno anche attraverso il sistema Vinitaly e con Bellavita Expo, la società compartecipata con Fiera di Parma attraverso la new.co VPE. Nel corso di questa edizione, abbiamo presentato anche la nuova iniziativa Wine South America, in programma a settembre di quest’anno nello stato di Rio Grande do Sul». Per quanto il vino sia il prodotto principale della rassegna, non è però il solo: come ogni anno, si sono svolte in contemporanea a Vinitaly anche Sol&Agrifood, i due saloni di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola. Archiviato il 2018, la macchina organizzativa continua a macinare lavoro: la 53 edizione è già stata pianificata e si svolgerà dal 7 al 10 aprile 2019.

Elisabetta Tosi

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