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Vigne storiche, il Soave scrive i suoi prossimi 50 anni

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Le Colline Vitate del Soave sono il primo candidato italiano a diventare patrimonio dell’umanità dell’agricoltura secondo il programma GIAHS, istituito dalla FAO per la tutela dei paesaggi agricoli

E’ ufficiale: Andrea Oliviero, vice ministro alle politiche agricole, ha presentato alla FAO, al Forum Internazionale sul programma GIAHS le prime candidature italiane, con le Colline del Soave in prima posizione. L’annuncio è arrivato proprio dallo stesso Oliviero, in occasione del Forum romano dedicato ai paesaggi GIAHS. Fino ad ora l’Italia non aveva ancora inoltrato candidature per questo programma che offre nuove opportunità attraverso delle pratiche di cura rispetto a territori agricoli la cui fragilità è spesso compromessa dall’avanzata della meccanizzazione. «I paesaggi rurali – ha sottolineato Oliviero – costituiscono un elemento di grande importanza nella cultura del nostro paese e offrono al tempo stesso soluzioni innovative, misure eccezionali e un faro internazionale in grado di garantire la sopravvivenza di sistemi rurali ma anche uno sviluppo sociale e ambientale pienamente sostenibile».

La candidatura GIAHS e la tutela del paesaggio rurale di interesse storico saranno il tema principale della Soave Preview, la manifestazione che si terrà a Soave dal 17 al 18 maggio 2018 e che avrà il compito di raccontare attraverso le voci dei protagonisti, l’importanza cruciale di un riconoscimento di questo tipo per il territorio del Soave che, assieme al sistema dei cru recentemente approvato, porta la denominazione verso una valorizzazione del centenario patrimonio agricolo che vanta.

Cinquant’anni di denominazione se consideriamo la legge del 1968 ma molti di più se pensiamo al riconoscimento di primo vino tipico italiano nel 1931 o se ci si riferisce alla Kreigskarte del 1805. Un territorio circoscritto, caratterizzato da piccole aziende, vigne storiche e forti pendenze definiscono oggi le colline vitate del Soave, recentemente riconosciuto come primo paesaggio storico rurale italiano. Una denominazione che in tutti questi anni, in un contesto sempre più competitivo, ha tenuto sul fronte degli ettari e dei mercati e che in questo Vinitaly ha proposto i nuovi obiettivi per i prossimi anni.

Con l’inserimento nel disciplinare delle unità geografiche aggiuntive (CRU) si va ad arricchire di contenuti ogni singolo areale collinare della denominazione dando a tutti i produttori nuovi strumenti per competere sui mercati. Mentre con l’imbottigliamento in zona si va a dare una rinnovata tutela alle produzioni realizzate nell’ambito del territorio garantendo certezza della tracciabilità e la condivisione delle regole.Vigne storiche e vigne eroiche finalmente riconosciute nell’ambito del testo unico del vino potranno rappresentare uno strumento efficace per salvaguardare lavoro e fatica di chi opera manualmente negli areali in forte pendenza. Infine una sfida finalmente misurabile con il modello di gestione avanzata del Sistema Soave basato sulla valutazione complessiva territoriale della biodiversità funzionale e da un approccio innovativo a contrasto del cambiamento climatico e dell’erosione progressiva dei suoli in forte pendenza.

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