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Uva cavallina: raro vitigno della Basilicata

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Il vino è cosa eccellente, adatta all’uomo se, in salute come in malattia, viene assunto con moderazione e secondo il proprio temperamento.

Così parla Ippocrate di quello che, tra gli attori della scena enogastronomica della Basilicata è sicuramente il protagonista. È proprio qui, in Basilicata, che la viticoltura affonda le proprie radici nei secoli a partire dal neolitico fino ad arrivare agli antichi Greci che chiamarono la Basilicata “Enotria”, da “oinos”, vino, con riferimento alla grande presenza di vigneti sparsi in tutto il territorio.

Questi antichi vigneti oggi sono ormai completamente sostituiti da varietà internazionali dalla resa più alta ma con risultati in termini qualitativi completamente diversi.

Una recente scoperta però cambierà gli orizzonti del settore vinicolo della Lucania e non solo. Grazie al lavoro di ricerca dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’Università di Pisa, del CRA (ora CRA-UTV) e del supporto della società cooperativa Agricoltura 2000 di Tolve sono stati scoperti alcuni ecotipi di vite in storiche vigne di piccoli produttori nell’affascinante comune in provincia di Potenza, Tolve.

È l’uva “cavallina” (così chiamata dagli abitanti di Tolve) una introvabile varietà caratterizzata da un grappolo lungo e sciolto, dagli acini azzurri di forma tondeggiante.

Anticamente denominata anche “Arciprete” o “Menna vacca” viene citata nel secondo volume del Pamphlets on viticulture , Italian, della Regia cantina di Barletta, pubblicato nel 1889 e nel trattato di Pier Viale del 1905 “Traitè general de viticulture”.

Il prossimo passo sarà la caratterizzazione varietale e successivamente sarà fondamentale il riconoscimento tecnico-giuridico dei vitigni ed inserirli nel registro nazionale per procedere all’impianto e alla propagazione dei vitigni affinché le aziende interessate possano poi passare alla produzione ordinaria di vini profondamente caratterizzanti il territorio e contribuendo così al rilancio dell’intera regione; e chissà forse un giorno potremo bere un bicchiere di buon vino di uva cavallina assaporando gli antichi odori e sapori particolarmente intensi di un territorio che con molti sforzi ha saputo conservare dalla modernità.

di Federico Poletta autore di Gastronomia Lucana

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