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itinerari enogastronomici

Una giornata a Salina, cosa e dove mangiare

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Non c’è modo più entusiasmante e più intimo che conoscere un territorio attraverso chi lo vive tutti i giorni. Così è stato per noi a Salina, la seconda isola più grande dell’arcipelago delle Eolie, scoglio di origine vulcanica in mezzo al mare.

vigneti salina

Lì, abbiamo conosciuto Nino Caravaglio, produttore di vino e di capperi dal 1992. Già, perché l’isola è terra di agricoltori, più che di pescatori, e le maggiori coltivazioni sono proprio il cappero e l’uva. Infatti è l’area di maggiore produzione della Malvasia delle Lipari, ottenuta per la maggior parte dal vitigno Malvasia di Lipari. E Nino li coltiva entrambi.

I capperi sono esattamente i boccioli dei fiori della pianta che non si sono ancora dischiusi; vengono raccolti manualmente non appena germogliano. Quindi vengono stesi ad asciugare al fresco in modo che non sboccino e, dopo essere divisi per calibratura, inzia l’impasto con il sale. Vengono posizionati in fusti e travasati da un fusto ad un altro ripetutamente per almeno quattro giorni, per evitare che fermentino. Saranno pronti al consumo dopo almeno un mese.

capperi nino caravaglio salina

Li abbiamo assaggiati: potenti, aromatici… un gusto bellissimo e persistente.

E poi Nino ci ha fatto conoscere il cucuncio, ossia il frutto del cappero, che ha una forma oblunga, ovale, sodo e compatto.  Dal gusto ancora più sorprendete del cappero. Anche i cucunci vengono conservati sotto sale per poi essere consumati nelle maniere più diverse. Ideale può essere come aperitivo, dissalandoli con dell’acqua e condendoli con aceto ed un buon olio di oliva.

Nino Caravaglio possiede anche 15 ettari vitati, sparpagliati, divisi da orticelli, macchia mediterranea e rocce. Il terreno di Salina è vulcanico e molto fertile, in cui strati di colate laviche di origine millenaria si sovrappongono e determinano strutture e mineralità del terreno diverse.

nino caravaglio salina

La sua Malvasia delle Lipari passito è uno spettacolo, non stucchevole, fresca e con una straordinaria acidità.

Il pranzo è stato al Ristorante Signum, nello splendido omonimo Hotel. Si trova a Malfa, uno dei centri abitati dell’isola. Si raggiunge tramite una stradina intima costeggiata da un rigoglioso verde. I locali hanno un fascino antico ed isolano, infatti si tratta di un vecchio borgo contadino che è stato ristrutturato con estrema cura.

signum salina

La gestione è della famiglia Caruso Rametta, in direzione c’è Luca, meticoloso ed appassionato e in cucina sua sorella, Martina. Martina è giovanissima, ha 24 anni e si dedica alla cucina con grande determinazione; dopo aver trottato in giro per le cucine d’Europa e d’Italia, è ritornata alla sua terra.

cannolo baccala signum

Cucina sapientemente il pesce. Splendido il suo cannolo di baccalà con polvere di basilico.
E gran bella carta dei vini.

salina

Selvaggia, rigogliosa e vivace. Salina la si gira in poco tempo, ideale in motorino. La strada provinciale che la percorre è una sola e collega tutti i suoi centri abitati: Santa Marina di Salina, Malfa, Pollara, Leni e Rinella. Dopo un bagno a Pollara ed uno a Lingua, con Lipari davanti ai nostri occhi, ci siamo corroborati con un’indimenticabile granita ai gelsi da Alfredo, per poi lasciare l’isola con memorie felici. Da gustarsi in nostalgie future.

di Claudia Beccato

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