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Ue: no scolature

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La Francia ha due mesi, a partire da febbraio, per adeguarsi alle contestazioni della Commissione Europea per quanto concerne l’uso di sottoprodotti e scolature per la produzione di distillati, pena il deferimento alla Corte di Giustizia. 

Le Autorità francesi avevano autorizzato la produzione di acquavite da vino tramite l’impiego in particolare di fecce, su base sperimentale, ma per ingenti quantitativi e, soprattutto, senza indicare in etichetta la derivazione da vinaccia o da feccia – come imposto dai regolamenti Ue. 

Una frode macroscopica a danno dei consumatori e degli stessi produttori, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa: l’acquavite così prodotta costa molto meno rispetto all’autentico distillato da vino. 

Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil – associazione di settore che da tempo aveva denunciato la pratica illegale impegnandosi a bloccarla con l’aiuto della Confederazione Europea delle Distillerie Vinicole – parla di “provvedimento necessario per ripristinare condizioni di mercato eque ed una leale concorrenza tra Stati membri ed operatori del comparto”, che a causa di questi comportamenti illegittimi hanno sofferto in termini di volumi e fatturato. 

Un grande risultato, raggiunto anche grazie all’impegno congiunto delle istituzioni italiane e comunitarie.“In questi anni – continua Emaldi -, abbiamo potuto contare sul prezioso e costante sostegno del Presidente della Commissione Agricoltura della Ue, Paolo De Castro, e del Ministro dell’Agricoltura Mario Catania”.

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