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Tenuta di Castellaro, nettare di Lipari

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La definiscono una “produzione artigianale contemporanea” quella che da qualche anno si ottiene dai vigneti di Tenuta di Castellaro, isola di Lipari. Il progetto è di Massimo Lentsch, imprenditore bergamasco innamorato di questi luoghi, che ha voluto omaggiare l’isola producendo il suo nettare prelibato da uve autoctone.

I vini ottenuti prendono i nomi delle pietre (Nero Ossidiana, Bianco Pomice, Rosa Caolino…), per confermare quel legame indissolubile tra terroir e gusto.

Alta tecnologia, architettura d’avanguardia e impatto zero. Ci racconta il progetto della Tenuta di Castellaro?

La cantina di Tenuta di Castellaro è stata inaugurata due anni fa grazie alla preziosa collaborazione di Michele Giannetti, architetto toscano che vive e lavora ad Amburgo in Germania ed è specializzato nella progettazione di cantine a impatto zero. La struttura è quasi completamente interrata e conta una superfice di 2000m2. Il raffrescamento della barricaia e del locale di stoccaggio del pieno è ottenuto grazie a una torre del vento che raccoglie i venti dominanti (Nord/Ovest e Sud/Est) convogliandoli in un termolabirinto di 360mt. di lunghezza fatto di blocchi di pomice e terra.

L’aria, correndo lungo questo labirinto si umidifica e si raffredda permettendoci di climatizzare naturalmente la cantina senza l’uso di energia elettrica che sull’isola viene prodotta con una centrale a gasolio. Non appena riusciremo a posizionare dei pannelli solari sulle tettoie delle strutture fuori terra la cantina sarà completamente autonoma energeticamente parlando. Per finire la cantina ha una barricaia costruita in architettura vernacolare che esalta le caratteristiche geologiche del territorio

Quali sono le caratteristiche dei cosiddetti “vini naturali”?

Per noi produrre vini naturali significa produrre vini che abbiano un basso contenuto di solfiti aggiunti (conservanti) e che quindi pregiudichino il meno possibile la salute dell’uomo. Per disciplinare un vino naturale può essere definito tale quanto contiene meno di 100mg/litro di solfiti. I nostri vini si attestano su un contenuto di solfiti che si aggira intorno ai 75mg/lt.

Tenuta di Castellaro

Avete riportato sull’isola il vitigno Corinto Nero e l’avete vinificato in purezza, avete i primi risultati?

All’inizio della nostra avventura abbiamo puntato decisamente sui due vitigni autoctoni usati per la produzione della Malvasia delle Lipari (la Malvasia delle Lipari appunto e il Corinto Nero) abbinandoli a due vitigni siciliani per eccellenza (Carricante e Nero D’Avola). Il Corinto Nero in particolare ci ha impressionato per le sue qualità e abbiamo provato a fare un Corinto Nero in purezza.

Prima vendemmia 2013, 750 bottiglie in affinamento che saranno presentate sul mercato a fine Ottobre. Un vino importante di colore rosso rubino con riflessi viola. Odore di frutta matura, tipico, con sfumature di vaniglia e anice. Sapore: sapido, armonico, di notevole persistenza al gusto, speziato e con retrogusto leggermente tannico.

Vigna Cappero è un esempio di viticoltura eroica: ci parla del Malvasia delle Lipari che ne ottenete?

La Malvasia delle Lipari che alleviamo in località Castellaro non raggiunge il grado di maturazione necessaria alla produzione di un passito e quindi in località Cappero, a 50mt. sul livello del mare con orientamento a Sud/Est abbiamo impiantato 4500 piante di Malvasia e 500 piante di Corinto Nero.

A maturazione avvenuta vendemmiamo l’uva e la stendiamo al sole per ca. 15 giorni su dei cannizzi che vengono appoggiati su particolari barelle mobili, girati ogni 2/3 giorni e coperti la notte. Cerchiamo di abbinare antiche tradizioni ad innovazone tecnologica perché vogliamo che la nostra malvasia passita ricordi realmente quella di un tempo.

Tenuta di Castellaro si trova sull’isola di Lipari, è possibile contattare direttamente la cantina per visite guidate o acquisti online.

a cura di Marianna Mastropietro

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