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TASTE OF ROMA – 19-22 settembre 2019

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Anche quest’anno, dopo il grande successo delle passate edizioni, l’Auditorium Parco della musica torna a ospitare, dal 19 al 22 settembre, l’8° edizione di Taste of Roma, uno dei più importanti eventi enogastronomici italiani i cui protagonisti sono grandi chef stellati che porteranno i loro piatti più innovativi e particolari, proponendo menù eccellenti. Si succederanno degustazioni, showcooking e tanto altro per una grande festa dove gourmet e amanti della buona cucina potranno condividere la loro passione per il cibo.
Quest’anno Taste of Roma avrà come filo conduttore il colore e lo stretto rapporto che la cucina ha con esso e con i cinque sensi. Durante l’evento si scopriranno i colori che gli Chef presenti hanno scelto da abbinare al loro piatto principale.
Uno dei grandi protagonisti di quest’anno, veterano del Taste, è Stefano Marzetti del Mirabelle Restaurant.
Una grande novità di questa edizione sarà Taste Residence by Zacapa, un ristorante che ogni giorno ospiterà uno chef del territorio romano che elaborerà menù in abbinamento al Rum Zacapa. Taste Residence by Zacapa racchiude il meglio in termini di ingredienti e sapori, rimanendo fedele alla tradizione e al patrimonio culturale della capitale italiana. Questo spazio permetterà agli ospiti di vivere un’esperienza unica grazie ai gusti e agli aromi creati dall’incontro di Zacapa con i piatti che gli chef realizzeranno. Tra i quattro grandi chef che creeranno gustosissimi menu per cene e pranzi davvero speciali SABATO 21 settembre ci sarà OLIVER GLOWIG.
STEFANO MARZETTI – MIRABELLE RESTAURANTE – HOTEL SPLENDID ROYALE
Scoprire Stefano Marzetti è come aprire un libro dove ogni pagina racconta una parte di vita, dove ogni episodio può essere letto ed interpretato in tanti modi, con mille sfaccettature.
“La cucina è un po’ come Roma, ci sono nato e cresciuto – racconta lo chef – ma tutt’ora quando torno a casa in bicicletta, magari di notte dopo aver lavorato, scopro sempre degli angoli che non avevo notato fino a quel momento. Ecco è proprio così la cucina, una continua sorpresa per me e anche per chi la assaggia. Il mio è uno dei lavori più belli al mondo, faccio star bene le persone: non sono un chirurgo, non salvo vite, rendo piacevoli dei piccoli momenti e per me è una grande cosa. Regalare emozioni, unire momenti magici, momenti senza tempo, essere partecipe di quella piccola gioia per me è tutto.”
Infatti il tempo è al centro della filosofia di cucina di Stefano Marzetti. Il tempo è prezioso e dedicarlo a qualcuno o a qualcosa è un regalo inestimabile: è la ricchezza più importante che abbiamo e valorizzarlo è fondamentale nella vita di ognuno.
La cucina di Stefano Marzetti è, inoltre, una cucina di ricerca delle materie prime che si realizza attraverso un confronto con fornitori e piccoli produttori per creare dei piatti con grandi esplosioni di gusto che coinvolgano ogni senso.
Stefano comincia ad avvicinarsi alla cucina seguendo la mamma che faceva la cuoca in una trattoria a Roma. Cresce affascinato fin da bambino dai momenti di convivialità che viveva in famiglia durante le festività, quei momenti in cui ci si ritrovava insieme intorno a quel grande tavolo rotondo, a mangiare e raccontarsi. Intraprende gli studi alberghieri cominciando subito a lavorare: a 15 anni andava a scuola, lavorava nei fine settimana al “Convivio Troiani” e partiva per lavorare d’estate nei luoghi di villeggiatura dove faceva “Le stagioni,” come si dice in gergo, senza mai riposarsi. Ha fatto esperienza in posti noti come il Forte Village e l’hotel Cala di Volpe, fino alla maturità. A 20 anni lavora a “Borgo San Felice” in Toscana e a “Villa Arcieno”, dove apprende la costruzione di un menù giornaliero fatto solo con le materie prime che si trovavano di giorno in giorno, ovvero un grande stimolo per la creatività e per la capacità di organizzazione. Torna a Roma a “La Pergola” di Heinz Beck e poi all’“Antico Arco”, inizialmente come sous chef e poi come executive.
A 30 anni apre un suo ristorante a San Lorenzo per mettersi alla prova nell’intera gestione di una struttura. In quegli anni conosce lo chef del Mirabelle, Giuseppe Sestito, che andava a cena nel suo ristorante e pian piano nasce la loro amicizia e, successivamente, arriva la proposta di diventare il suo secondo. Stefano comincia così il suo percorso al Mirabelle che lo porta a diventare executive chef dopo un solo anno. Oggi ne son passati ben 8 e in questi anni ha creato la sua brigata, di cui ha valorizzato i talenti di ognuno e creato lo spirito di gruppo, ponendo il rispetto e la comprensione reciproca come fondamenta del rapporto.
CHEF OLIVER GLOWIG – RISTORANTE BARRIQUE – POGGIO LE VOLPI
Lo Chef Oliver Glowig vanta una passione per la cucina lunga una vita. Si è innamorato di un Paese, l’Italia, e nei suoi 20 anni di permanenza, ha testimoniato al mondo come questo fosse un amore senza cedimenti: la sua famiglia, la sua cucina parlano italiano, parlano di tradizione ed esprimono colori ed emozioni. Il fascino della cucina d’autore è per lui quella dove batte il cuore: accoglie così con grande entusiasmo la proposta di Felice Mergè – proprietario dell’azienda vitivinicola Poggio Le Volpi – di creare con lui un nuovo ristorante, che fosse un luogo dove l’armonia tra le vigne, tesoro di famiglia, la cucina, il design e lo stile di accoglienza rendesse questo locale unico al mondo. Attraverso una fusione di elementi naturali (terra, pietra, sabbia) e di materiali inaspettati ma reinterpretati, tra spazi architettonici e coltivazioni, si è voluto raccontare il rapporto straordinario tra terra e vite, tra cultura culinaria e vino e Oliver Glowig con la sua cucina dona la sua impronta per rendere questo viaggio completo e meraviglioso.
La sua filosofia di cucina ha radici nella passione. Ha incontrato l’Italia così come si incontra l’amore della propria vita: è stata un’emozione che ancora è viva dentro di lui. L’ha incontrata con la ricerca di prodotti che davvero vengono dalla terra, attraverso la conoscenza di centinaia di anni di tradizioni di cucina, attraverso il riconoscimento della giusta misura, quando è arrivato a Capri, quando ha scoperto Roma.
“Questa è la mia cucina: profondamente italiana, totalmente mia.”
La sua prima creazione? “Gamberi rossi crudi con burrata, caviale, asparagi e mela verde – racconta Oliver – Quando sono arrivato a Capri ho avuto modo di scoprire la burrata di bufala, la mozzarella, la stracciatella e altri prodotti caseari freschi come non ne avevo mai assaggiato. Amando moltissimo pesce e crostacei crudi ho immediatamente pensato che sarebbe stato inebriante unire in un unico piatto questi due ingredienti. È stato un successo incredibile e ancora oggi questo abbinamento fa parte della mia identità”.
Il suo piatto iconico, le “Eliche cacio e pepe e ricci di mare”, è un inno alla romanità, al territorio laziale e, insieme, al suo amore per il sud e il mare. I ricci, così rari e delicati (sempre e solo appena pescati), l’aneto un profumo della sua terra natale, la Germania, che dona grande freschezza, la delicatezza del pepe Sarawak insieme al morbido grasso del formaggio, sono il cuore di un piatto che deve arrivare a toccare le corde di piacevolezza più profonde nell’anima di chi lo sta gustando. E’, davvero, il suo piatto d’autore!

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