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Tartufo a San Miniato

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Fra tutti i sapori che l’autunno ci regala uno in particolare evoca emozioni a tutto tondo ed è il tartufo bianco pregiato: una specialità pressoché totalmente italiana (Spagna e Francia sono gli altri due Paesi che concorrono, ma in misura infinitamente inferiore rispetto all’Italia, alla produzione mondiale di questo tubero) e che ogni anno scatena interessi in ogni parte del pianeta.
Prezioso e insostituibile in cucina lo è altrettanto nello scenario economico: il tartufo è un’importante risorsa per l’economia italiana. Tre le maggiori aree avocate a questa produzione nel nostro paese: la zona di Alba (Alessandria), quella di San Miniato (Pisa) e quella di Acqualagna (Pesaro Urbino) dove si vengono a creare vere e proprie micro filiere legate a questo prodotto (cercatori, conservatori, utilizzatori etc…). Inoltre il Tartufo Bianco pregiato è il prodotto che più di ogni altri è in grado di identificare un territorio e di promuoverlo, trainando il comparto agroalimentare e tutto il settore turistico.
Non esistono dati ufficiali ma si stima che l’Italia esporti circa la metà della propria produzione e la vendita, data l’elevata deperibilità del prodotto, passa per il 70-80% attraverso l’industria conserviera e solo il 20-30% arriva al consumo attraverso il mercato corto (vendita diretta)* .
L’area di San Miniato in particolare produce circa il 20-25% della produzione nazionale del Tartufo Bianco Pregiato (conosciuto come Tuber magnatum Pico): è una delle qualità migliori per le sue caratteristiche organolettiche, è abbastanza raro e questa caratteristica che ne fa crescere il prezzo fino anche a 4.000 Euro/kg.
L’area si estende nelle province di Pisa e Firenze e raccoglie trenta comuni che hanno in San Miniato il centro principale di riferimento.
La raccolta totale annua, grazie alla posizione geografica ideale ricca di colline e fondovalli nebbiosi e umidi, è di circa 80 quintali (cento nelle stagioni migliori) alla quale si dedicano 400 tartufai riuniti in associazione e che si sfidano ogni anno per vincere l’ambito “Tartufo d’oro” riconoscimento che va a chi trova il tartufo più grosso della stagione.
La stagione 2012 non è stata fino ad ora favorevole, a causa delle condizioni climatiche, il prodotto è fino ad oggi poco e di piccola pezzatura ma San Miniato resta negli annali della storia del tartufo perché qui è avvenuto il ritrovamento del tartufo più grosso del mondo: nel 1954 infatti Arturo Gallerini, soprannominato “il Bego” e il suo cane Parigi trovarono un tartufo di 2.520 gr. che fu donato all’allora presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower.
A memoria di questo evento, in occasione della prossima edizione della prossima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato che aprirà sabato 10 novembre e si svolgerà poi per i due weekend successivi.
Ma la storica Mostra mercato Nazionale per il Tartufo Bianco di San Miniato (giunta quest’anno alla 42^ edizione) sarà l’occasione per testare l’andamento del mercato del tartufo di questa stagione sia a livello nazionale che internazionale e proporre un ricco calendario di eventi che presenterà la variegata offerta di prodotti del territorio toscano in genere.
Da non dimenticare infine TARTUFILE 2012: l’anteprima ufficiale della mostra. Una serata dedicata alla solidarietà, come nel più puro spirito toscano. Villa Dianella, splendida villa medicea a Vinci, ospiterà un’asta di Tartufo bianco delle colline sanminiatesi il cui ricavato andrà a favore di FILE (un’associazione onlus per la cura a domicilio di malati terminali). A fare da corollario all’asta la possibilità di degustare piatti realizzati da celebri chef toscani, degustare i vini di Fattoria Dianella e prendere parte al vernissage della mostra “La flora e la fauna di Ciro”.

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