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Sontium, la nuova cuvée firmata I Feudi di Romans

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È l’ultimo nato in casa Lorenzon, un vino prodotto da vecchie piante delle migliori varietà coltivate dall’azienda friulana. Una limited edition che arricchisce con eleganza le linea più prestigiosa della cantina di San Canzian d’Isonzo.

Ci vuole del tempo per dare vita a vini di grande spessore. Anni di studio, con attenzione alle pratiche colturali in vigna e impegno in cantina, dove le micro vinificazioni e gli assemblaggi di differenti cuvée si ripetono fino ad arrivare al vino sognato, desiderato, quello in grado di svelare nuove sfaccettature della grandezza enologica del terroir della DOC Friuli Isonzo.
È questo lo spirito che ha permesso la nascita di Sontium, la nuova cuvée griffata I Feudi di Romans. Il vino è ottenuto da una ricercata selezione di uve da vecchie piante di Pinot Bianco, Friuliano, Malvasia e una piccola parte di Traminer Aromatico ed è un omaggio a questo territorio attraversato dal fiume Isonzo. Il nome, è infatti la traduzione latina del corso d’acqua che segna il paesaggio goriziano.
“Con questa cuvée – spiega Enzo Lorenzon, presidente e fondatore della cantina – abbiamo voluto rendere omaggio alla nostra DOC Friuli Isonzo. La continua ricerca dell’eccellenza e di nuovi prodotti che rappresentino il carattere dell’azienda, ci ha spinti a realizzare un vino unico nel suo genere che ha già conquistato i palati più raffinati”.
La prima edizione di questa perla enologica è stata prodotta in numero limitatissimo: solo 6000 bottiglie disponibili solo ed esclusivamente nel canale Ho.Re.Ca. oltre che nel wine shop aziendale.
“Il progetto – continua Nicola Lorenzon, direttore commerciale e marketing – è nato 5 anni fa. Abbiamo selezionato dapprima le piante più vecchie delle nostre varietà più rappresentative, quelle che potevano garantire struttura e longevità al vino. Dopo un paio di anni di micro vinificazioni abbiamo trovato l’annata con la qualità che ci soddisfaceva di più”.

Sontium è il frutto di un lavoro meticoloso. In vigna, cura e attenzione sono le linee guida che accompagnano lo sviluppo vegeto-produttivo delle piante. Nei mesi precedenti la vendemmia viene svolto il diradamento manuale dei grappoli in modo da ottenere una produzione più bassa, ma qualitativamente migliore con una maggiore concentrazione di sostanze estrattive. La raccolta dell’uva viene svolta rigorosamente a mano solo da vendemmiatori esperti che selezionano unicamente i grappoli dei vigneti più vecchi dell’azienda. In cantina, si cerca di salvaguardare questa materie prima di assoluto livello attuando delle pratiche che valorizzino l’apporto di ogni singola varietà. Il Pinot Bianco, infatti, fermenta in tonneaux di 500 litri di primo e secondo passaggio, con lo scopo di evitare una marcatura troppo netta dei legni; mentre le altre varietà fermentano in acciaio alla temperatura controllata di 18°C. Di notevole importanza è l’evoluzione dei vini sulle fecce nobili sino alla fine di giugno. Dopo questo passaggio avviene l’assemblaggio della cuvée e l’imbottigliamento. Il vino subisce un’ulteriore maturazione in bottiglia di 4 mesi prima di essere messo in commercio.
Sontium al bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Al naso è una continua ricerca di suggestioni rivelando un bouquet ampio e complesso con le sue particolari note speziate e di frutta matura. In bocca poggia il suo fascino sulla continuità gustativa, sul dettaglio aromatico. Flessuoso nella sua capacità di avvolgere il palato, si allunga con grande sapidità e ricchezza nel retrogusto. Eleganza allo stato puro. L’abbinamento con il cibo spazia dalle carni bianche ai crostacei e ai pesci cotti in forno. Si abbina bene anche ad antipasti, pastasciutta e risotti. Sorprende la longevità di questo vino: Sontium infatti può durare anche sino a dieci anni.
Winelovers e appassionati potranno degustare questa chicca enologica al Vinitaly, insieme a tuti gli altri vini della cantina di San Canzian d’Isonzo, al padiglione 6 stand E6.

Maurizio Turrisi

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