|  | 

Degustazioni

Roero Arneis DOCG Bruno Giacosa

Stampa Articolo
L’Arneis è un vitigno a bacca bianca originario del Roero, la zona collinare alla sinistra del fiume Tanaro, che poi si è diffuso anche in Liguria ed in Sardegna. Vinificato in purezza, anche in versione spumantizzata, dal dicembre del 2004 ha ottenuto la DOCG nella provincia di Cuneo e entra anche nell’uvaggio del Langhe Bianco DOC.

Pronipote del latino Renexium, citato nel ‘400 in vari documenti, oggetto di esperimenti di vinificazione come vermout verso la fine del ‘700, fino all’800 era considerato uno dei vitigni più validi e radicati nella mentalità produttiva piemontese, tanto che il suo vino era citato espressamente negli inventari contabili come “bianco Arnesi” mentre il resto andava sotto la voce di “bianco di uve diverse”.

Secondo l’usanza del tempo era prodotto anche come vino dolce, e ancora agli inizi del ‘900 era molto diffuso e, talvolta, definito “Nebbiolo bianco”. Colpito dalla crisi della viticoltura e dallo spopolamento delle campagne a cavallo delle due guerre mondiali, alla fine degli anni sessanta era ridotto a pochi ettari di impianto: filari sparsi tra quelli di Nebbiolo, soprattutto a contorno dei vigneti per tenere lontani gli uccelli dalle uve nere.

Poi, grazie alla sensibilità di alcuni viticoltori, è progressivamente rinato, diventando in poco tempo uno dei bianchi piemontesi più di moda, grazie alle sue caratteristiche di freschezza e complessità. Nato sulle arenarie siccitose del Roero, terreni soffici e permeabili dove gli strati sabbiosi sono inframmezzati da sottili strati di marne, l’Arneis acquista infatti profumi sottili ed eleganti, e al gusto dona sensazioni sapide e minerali di rara intensità.

Uno degli artefici della rinascita di questo vitigno è stato il grande Bruno Giacosa, sommo barolista e profondo conoscitore della realtà enoica piemontese (e non solo), amichevolmente soprannominato “Orso Bruno” per il suo carattere schivo e i modi riservati.

Il suo Arneis si presenta nel calice di un bel giallo paglierino luminoso, con vivaci riflessi verdognoli. Al naso è pulito, elegante, e propone un bouquet intenso di fiori bianchi d’acacia ed erba falciata cui seguono suggestioni di frutta a polpa bianca, agrumi ed albicocca, con sfumature di nocciola fresca.

Fresco, secco, delicatamente acidulo al palato, con intriganti sfumature sapide. Lunghezza e gradevole persistenza di retrogusto amarognolo in un finale non lunghissimo ma di grande gusto. Un bianco interessante che ama la cucina semplice ed elegante come i grandi antipasti piemontesi, il vitello tonnato, la carne battuta al coltello all’Albese, i peperoni ripieni.

Poi il pesce, naturalmente, e soprattutto quello di lago e di fiume; le carni bianche, le verdure saltate in padella, i primi delicati di pasta e di riso. Una bella bottiglia che in enoteca si vende intorno ai 18 euro. Servitelo in calici a tulipano, ad una temperatura di 13° circa.

BRUNO GIACOSA
Via XX Settembre, 52 – Neive (Cn) – Italia
Tel. +39 0173 67027 – Fax +39 0173 677477 – E-mail: brunogiacosa@brunogiacosa.it
www.brunogiacosa.it

Tags

Potrebbe interessarti anche Articoli

POST YOUR COMMENTS

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Name *

Email *

Website