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Puok ed il sogno imprenditoriale di un ragazzo napoletano

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Egidio Cerrone, in arte Puok e Med, è un ragazzo cresciuto tra le cucine della nonna e della mamma, dalle quali ha ereditato l’amore per il buon cibo. Dopo la laurea in Biotecnologie Mediche alla Federico II, ha probabilmente capito che ciò che più lo rendeva felice era altro ed in seguito allo spot girato tra le strade di Napoli, in difesa della pizza napoletana, è diventato famoso. Il blog “Le avventure culinarie di Puok e Med” è il risultato di tour enogastronomici, attraverso i quali Egidio ha iniziato a raccontare il cibo. Alla scoperta di posti nuovi, pian piano ha fatto appassionare centinaia e centinaia di ragazzi, dando consigli utili come se parlasse ai suoi amici. È proprio questa la grande peculiarità che ha fatto la differenza. E a distanza di anni la sua vita continua ad essere alimentata da successi. Da un paio di anni il sogno di Egidio di aprire un locale street food si è realizzato. Puok Burger Store è il prodotto di anni e anni trascorsi dietro le cucine e nei locali di Napoli. Tutti i panini sono preparati con ingredienti di qualità e tra questi spiccano il Mammà, con parmigiana di melanzane, polpetta fritta, provola e fonduta di provola e basilico, ed il Nonna Assunta con hamburger di Chianina, patate al forno, provola e maionese al pepe. Due panini creati pensando a quelli che sono i capisaldi della sua vita. Egidio non si ferma ed infatti dopo aver dato vita a “Fatelardo” la sua agenzia di comunicazione, a breve aprirà un secondo burger store nel centro storico di Napoli.

Oggi, sicuramente Puok è un esempio imprenditoriale per tantissimi ragazzi, che come lui hanno un sogno da voler realizzare. Ragazzi di tutta Italia seguono le sue stories su Instagram e lo apprezzano perché con intelligenza e tenacia è riuscito ad ottenere ciò che desiderava, senza cambiare mai. Qualche giorno fa, l’ho incontrato per qualche domanda sulla sua vita ed i suoi sogni:

Ciao Egidio, ormai ti conoscono tutti innanzitutto per il tuo blog e poi per la tua storia imprenditoriale. Ma com’è nato Puok e Med?

«Il blog nasce come evoluzione naturale del mio modo di raccontare ai miei amici i posti in cui ero andato a mangiare. Anche a loro li raccontavo come se fossero avventure ed era magico notare le loro reazioni. Quando ho iniziato a scrivere ho fatto finta di avere tanti altri amici ai quali raccontare quelle emozioni, e forse per questo è andata bene».

Sei sicuramente un esempio imprenditoriale per tantissimi giovani, ma quando hai deciso di far diventare una passione anche il tuo lavoro? 

«Quando ho capito che Puok e Med mi rendeva felice più di ogni altra cosa ma per mantenerlo tale dovevo prendermi alcuni rischi: lasciare il lavoro per cui mi ero laureato per dedicare il giusto tempo a quello che mi faceva stare bene, ma allo stesso tempo non potevo trasformare Puok e Medin qualcosa di commerciale per viverci. Ho deciso quindi di lasciare Puok e Med cosi come è sempre stato e ho creato due declinazioni commerciali indipendenti – Puok Burger Store, il mio locale e Fatelardo, la mia factory di comunicazione – e soprattutto trasparenti, in cui mi sono messo in gioco senza vendere mai Puok e Med».

10 anni fa avresti mai immaginato di diventare così famoso? Dove ti vedevi? Quali erano i tuoi sogni? 

«Mia mamma dice che da piccolo le dicevo sempre che avrei fatto cose speciali da grande, ma io non me lo ricordo. Dieci anni fa avevo appena iniziato l’università e non avevo neanche idea del lavoro che avrei fatto con questa laurea, figuriamoci se mi aspettavo di diventare famoso. Sicuramente però, sapevo che avevo qualcosa da dire e che un giorno avrei trovato il modo di esprimermi».

Dove ti vedi tra 10 anni? Hai in mente nuovi progetti per Puok

«Tra 10 anni spero di aver avuto il tempo di costruire una famiglia con la mia compagna, di avere qualche marmocchio, e nel frattempo spero di aver strutturato ancora meglio lo sviluppo dei miei sogni, di avere altre famiglie che avranno deciso di sognare insieme a me e mi avranno aiutato a costruire altri bellissimi progetti, non solo Puok. Nel frattempo sogno fortemente di radicare Puoknella mia città, sogno di vederlo come un simbolo della Napoli che piacerebbe a me e a centinaia di migliaia di altre persone».

 

di Alessia Giannino

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