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‘Prodotto di Montagna’, Mipaaf lancia il nuovo logo

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Arriva il bollino di riconoscimento per le specialità delle comunità montane che seguono i disciplinari di qualità: un settore che vale oltre 9 miliardi

Prosciutti, insaccati, carni, formaggi stagionati, latticini, frutta, legumi e mieli: sono alcuni dei prodotti di montagna che, da oggi, potranno fregiarsi del nuovo marchio realizzato ad hoc dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il logo realizzato dal Mipaaf, identificativo del regime di qualità ‘prodotto di montagna’, si presenta con un colore verde che accompagna una montagna stilizzata. L’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna” è utilizzata per le materie prime che provengono essenzialmente da zone montane e nel caso degli alimenti la cui  trasformazione, stagionatura e maturazione ha luogo in montagna. L’agricoltura di montagna vale oltre 9 miliardi di euro, di cui 6,7 negli Appennini e 2,4 nelle Alpi. Negli ultimi cinque anni il settore ha registrato anche una crescita di occupati del 10% nelle province alpine.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato il Ministro Martina – è quello di valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane. Parliamo del 17% del totale delle imprese agricole italiane e di un terzo degli allevamenti. L’economia agricola della montagna è un pilastro fondamentale per la tenuta dei nostri territori, anche contro il dissesto idrogeologico. Con il regime di qualità e questo nuovo marchio i consumatori potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale. In questi anni – ha aggiunto il Ministro Martina – abbiamo messo in campo una serie di interventi utili per supportare le aziende agricole di montagna. Penso alla scelta di aumento dei fondi degli aiuti diretti europei passati da 2 a quasi 3 miliardi di euro complessivi fino al 2020. Penso all’aiuto accoppiato che ha destinato circa 30 milioni di euro all’anno agli allevatori delle aree montane e all’aiuto straordinario di 14 milioni di euro erogato come misura di contrasto alla crisi del prezzo del latte. Penso anche al Testo unico delle foreste che dopo anni imposta una strategia di gestione e valorizzazione dei nostri boschi. Ora è cruciale dare continuità a questo lavoro, perché il futuro delle nostre montagne rappresenta il futuro di una parte importante della nostra identità”.

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