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PIZZERIA MARTUCCI: STORIA E TRADIZIONI DI NAPOLI

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La pizzeria Martucci ha aperto solo da qualche giorno nel cuore del Vomero ed è già grande successo. Dopo l’esperienza ventennale del padre Antonio, Fabio Macchitelli presenta la sua nuova avventura imprenditoriale. Il locale, in via Santa Maria della Libera 5, fa tesoro dell’eredità familiare della Pizzeria Michele in via Martucci, reinterpretandola in una chiave contemporanea e giovanile, non tralasciando quella che è la nostra tradizione e le nostre radici.

Entrando si viene catapultati in una pizzeria moderna, ma allo stesso tempo storica, in quanto sono tantissimi i dettagli che ricordano la Napoli che fu, dal bassorilievo dello sciuscià a quello della sirena Partenope, dalle foto dei quartieri di Napoli al quadro che ricorda i famosi bassi. Una novità che spicca è sicuramente l’introduzione del tavolo social: un grande tavolo quadrato da dodici posti, dove far accomodare non solo gruppi di amici, ma anche persone che non si conoscono.

Vogliamo che sia una pizzeria innovativa. L’idea è quella di un luogo diverso, un po’ un museo di arte moderna che ogni mese ospiterà su una parete dedicata una nuova mostra ma chiaramente dedichiamo grande attenzione alla pizza. Nella parola Martucci è contenuta la parola art: vogliamo unire l’arte della location all’arte nel piatto, racconta Fabio Macchitelli, entusiasta del nuovo progetto in un quartiere diverso da Chiaia, dove gestisce non solo la Pizzeria ma anche il Salotto Martucci.

Il progetto del locale è a cura di Raffaele De Bartolomeo, designer di Salotto Martucci e di quella che prima era la pizzeria Michele (oggi anch’essa Martucci).

“Dai binari del tram che portava gli scugnizzi al mare a Mergellina, al forno che riproduce il Castel dell’Ovo, qui tutto parla di Napoli – racconta Bartolomeo –. L’arredamento è stato interamente disegnato e creato ad hoc per questo ambiente dal mio studio Raro Design. Nessun prodotto è di serie, ad eccezione delle sedie di produzione italiana”.

Anche il menù segue la tradizione antica, quella della pizza a rota ‘e carretta, larga e sottile, soffice e leggera. Trenta sono le pizze, dai grandi classici a quelle nuove. La sezione “Cremose” e le “Pizze Art” sono quelle più elaborate, come il Cappello del Prete, la Montanara e la Tartufata.

Oltre alla vasta scelta di pizze ci sono gli antipasti ovviamente tutti preparati rigorosamente nelle cucine di Martucci, una serie di taglieri con salumi e formaggi e dulcis in fundo i dolci di Marigliano.

Una pizzeria curata nei minimi dettagli dove si respira modernità e storia al tempo stesso.

 

di Alessia Giannino

 

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