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Pantelleria DOC Festival, esordio di successo

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Conclusa la prima edizione del festival pantesco. Tra escursioni guidate, trekking e degustazioni di prodotti tipici, l’isola si è aperta al mondo

L’isola, sconosciuta, diventa conosciuta. È questa, l’esperienza ultima di evento come lo è stato il Pantelleria DOC Festival, che ala sua prima edizione ha animato uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti di tutto il Mediteranneo. Una manifestazione che ha coinvolto l’intero tessuto economico/produttivo dell’isola, dai piccoli produttori artigianali e agricoli ai grandi alberghi e ristoranti: merito dell’importante organizzazione messa in piedi dal Consorzio Pantelleria dei Vini Doc e dal Consorzio turistico Pantelleria Island, a cui si aggiunge il patrocinio del Comune e del Parco Nazionale. Cuore dell’evento, l’esplorazione e la scoperta del territorio attraverso i suoi luoghi-simbolo e la sua produzione più rappresentativa, quella dell’uva zibibbo che, in cantina, viene poi trasformata in uno dei vini liquorosi più apprezzati al mondo, il Passito. Uno spettacolo, quello della raccolta dei grappoli e del loro successivo appassimento, al quale i visitatori hanno potuto assistere in tutta la sua naturalezza proprio grazie agli eventi promossi dal Pantelleria DOC Festival, che ha intessuto la dieci giorni dal 31 agosto al 9 settembre con trekking che hanno percorso da un capo all’altro l’isola e visite nelle cantine, senza dimenticare il piacere di un brindisi al gusto di Passito al calare del tramonto.

Alla scoperta dell’isola

Tutte le mattine, turisti e appassionati hanno avuto semplicemente l’imbarazzo della scelta, ma coloro che sono giunti sull’isola per il vino, di certo non avranno avuto dubbi: come non regalarsi un’escursione in vigna, infatti, nel pieno della vendemmia dello zibibbo, con tanto di degustazione? Tuttavia, anche chi preferiva andare in esplorazione dei luoghi più caratteristici e selvaggi, sapeva che al termine della gita non sarebbe mancata tutta la freschezza del vino pantesco: perché dopo i trekking a piedi o in bici tra Sesi, le misteriosi costruzioni funerarie megalitiche, i fanghi sulfurei del Lago di Venere e i saliscendi in mountain-bike, la meta finale è stata sempre una delle diverse cantine sparse tra le evocative contrade dell’isola, per ritemprarsi con un buon calice. Ma anche gli appassionati delle gite in barca e del kayak non si sono fatti mancare nulla, grazie alle escursioni guidate che hanno mostrato i vigneti da un’altra prospettiva, quella del mare.

Aperitivo al tramonto

Una delle esperienze più emozionanti di una visita a Pantelleria è senza dubbio la possibilità di gustare un buon calice di vino al tramonto: da Contrada Scauri a Contrada Mursia, passando per il paese, alcuni dei bar e dei ristoranti più suggestivi dell’isola hanno offerto ai propri ospiti un aperitivo che difficilmente dimenticheranno. Ovviamente, non sono mancate le degustazioni in cantina, immersi tra i vigneti mentre il sole calava: Basile, De Bartoli, Donnafugata, Coste  Ghirlanda, Murana, Pellegrino e Vinisola, ovvero tutte le aziende più rappresentative e pioniere dell’enoturismo, hanno regalato degustazioni semplicemente uniche, anche attraverso grandi degustazioni verticali, assaggi paralleli di altri prodotti e il racconto della storia del Passito, realizzato con un’uva importata su quest’isola dagli arabi in tempi antichi.

L’anima pantesca

Per conoscere a fondo Pantelleria bisogna entrare in contatto con la cultura del suo territorio. E quale migliore location del suo castello? Al suo interno infatti, nel corso della dieci giorni, è stato un susseguirsi di seminari, incontri, degustazioni di prodotti tipici come le lenticchie e i capperi e altre degustazioni di vino e Passito, col culmine del mercato pantesco ad accendere le serate. Niente su quest’isola, solo apparentemente segreta, è stato tenuto nascosto, per un’esperienza entusiasmante e multisensoriale che punta, nell’immediato futuro, a costituire un forte fattore attrattivo per l’isola e a destagionalizzarne il suoi flussi turistici, espandendoli a periodi all’infuori del segmento estivo perché Pantelleria, come questo Festival ha dimostrato, è un’isola da vivere tutto l’anno.

Antonio Forestieri

 

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