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Lombardia regina dell’agroalimentare

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Nella regione lombarda si produce il 37 per cento del latte italiano, il 42 per cento del riso italiano e il 40 per cento dei prodotti suinicoli italiani

Agroalimentare, export, marchi di origine controllata e corso universitario dedicato: tra produzione diretta e indotto, il food in Lombardia vale decine di miliardi di euro l’anno. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), nel 2014, le attività agricole lombarde hanno prodotto un valore pari a 40 miliardi, oltre un settimo del prodotto interno lordo; e se all’agricoltura si unisce anche l’industria agroalimentare, le imprese del settore hanno raggiunto un quinto del totale italiano. D’altronde, quella lombarda è la prima regione agricola d’Italia: con le sole attività del settore, copre ben il 69 per cento del proprio territorio. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: secondo i dati dell’Ersaf, in Lombardia si produce il 37 per cento del latte italiano, il 42 per cento del riso italiano e il 40 per cento dei prodotti suinicoli italiani.

Proseguendo nell’analisi, si nota come le esportazioni dell’agroalimentare lombarde generino un giro d’affari di 6,4 miliardi l’anno, circa un sesto del totale italiano. Basti pensare che la Lombardia vanta ben 34 prodotti con certificazioni Dop e Igp: si tratta della seconda regione in termini di impatto economico sul piano nazionale con un fatturato di 1,507 miliardi di euro su un totale Italia di 6,6 miliardi, rappresentato per l’80 per cento dai formaggi (Grana Padano e Gorgonzola) e per il restante 20 per cento dai prodotti a base di carne (Bresaola della Valtellina). Bene anche i vini: 42, infatti, sono etichette a marchio Docg, Doc e Igt.

A tutto questo, si aggiunge la grande attenzione che la regione lombarda sta dedicando all’agricoltura biologica: secondo i dati del Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica), nel 2016 gli ettari coltivati con produzioni bio sono aumentati del 26,1 per cento, passando da 29.511 a 37.210.  In particolare, nel corso del Vinitaly 2018, è emerso che in Lombardia, dal 2010, vi sia stato un incremento di oltre il 90 per cento della viticoltura biologica con ben 1751 ettari di vitigni trasformati secondo questo regime.

In poche parole, il food riveste un ruolo chiave nel tessuto sociale lombardo, tanto da essere diventato materia di studio a Milano. L’Unesco, infatti, infatti, ha scelto l’università del capoluogo meneghino per l’istituzione della Cattedra “Food: access and law”. Tra gli obiettivi, lo studio delle implicazioni sociologiche del diritto al cibo, anche con riferimento al rapporto tra nutrizione e regolamentazione dei processi migratori.

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