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L’AVPN arriva nella Città Eterna a presentare le Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana

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Forma d’arte, autentica eccellenza del Made in Italy, simbolo di un popolo e patrimonio dell’Unesco: stiamo parlando della Vera Pizza Napoletana.
Appena superati i suoi 35 anni d’età, l’Associazione Vera Pizza Napoletana – AVPN sceglie una venue magica al centro di Roma, nel Rione Monti, per introdurre il calendario delle attività 2019 e presentare le Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana.
Dall’8 al 10 luglio 2019 a Napoli, presso la sede di Capodimonte, si terranno le sfide che coinvolgeranno mastri pizzaioli dai 5 continenti, affiliati AVPN e gli under 35 non affliliati. La selezione delle squadre di pizzaioli sarà effettuata attraverso dei gironi di qualificazione, in Brasile (12-14 marzo) per l’America latina, a Francoforte (25-29 marzo) per l’Europa, negli East States (15-19 aprile) per Nord America e Canada, a Melbourne per l’Australia (29 aprile – 5 maggio), a Kyoto per il Giappone (13-18 maggio) e negli West States (3 al 7 giugno).
I pizzaiuoli si sfideranno su cinque discipline: la “Napoletana classica”, che rispetta le antiche tradizioni, la “Pizza per gourmet” che rivisita in chiave contemporanea i disciplinari dell’Associazione, la “Gluten Free”, la “Fritta” e la “Mastunicola”, un disco di pasta condita con lo strutto, il basilico, il pecorino ed il pepe.

Antonio Pace, presidente dell’Associazione, spiega “Sono due i valori da rispettare: la difesa della paternità della pizza alla città di Napoli e la diffusione del corretto modus operandi nel realizzare la ricetta originale.” Princìpi che hanno viaggiato a lungo, dal 1984 con 20 soci a 780 partecipanti in 45 paesi risiedenti in 5 continenti. Un legame profondo con la tradizione ma non “ottusamente attaccati al territorio – continua Pace – “Si parla di esclusività e qualità nel reperimento di particolari materie prime, come la mozzarella, ma se vi sono altri prodotti buoni, ben venga”.
L’AVPN ha orizzonti ampi, tanto che in Giappone vi sono due scuole riconosciute nei corsi universitari di gastronomia, presso le quali, i maestri italiani dell’impasto hanno l’esclusiva sull’insegnamento; ed ancora, a febbraio, verrà aperta una nuova scuola in Polonia ma, continua Antonio Pace “chi vuole mangiare la pizza deve andare a Napoli perché si degusta un pezzo di storia, di cultura e di filosofia di vita”. Antonio Pace e l’AVPN vorrebbero celebrare l’importanza della pratica e dei maestri pizzaioli con una data ricorrente: “Il 17 gennaio, si festeggia San Antuono (San Antonio), protettore del fuoco, il quale storicamente era venerato dai pizzaioli. Ci stiamo battendo affinché, tale giorno diventi il giorno della pizza.”
La Vera Pizza Napoletana, nella sua semplicità, gode di tanti traguardi: 35 anni di Associazione, 15 anni dall’ottenimento dalla STG e poco più di un anno che l’arte del pizzaiolo ha ottenuto il riconoscimento dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.
“La pizza è un disco di pasta condito su misura e con pochi ingredienti”.

La cena.
La protagonista indiscussa della serata è stata la pizza.
Sono state degustate due rosse “Marinara”, con pomodoro, aglio e origano e “Bufala e pomodoro del Piennolo” rigorosamente freschissimo, e due bianche “Salsiccia e friarielli” e “Mastunicola”, disciplina olimpionica.
Data l’informalità della serata, è stata abbinata una birra fatta su misura per AVPN da un birrificio napoletano K-birr: la PulchinHell è una Golden Ale che sintetizza il binomio artigianalità e napoletanità, celebrando la figura iconica di Pulcinella.

Chiara Bigiotti

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