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Lavori in corso… Sulla strada del Cesanese

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Non sono ancora pronti i cartelli stradali ad indicare la Strada del Vino Cesanese, e questo è un primo evidente segnale di quanto lavoro ci sia ancora da fare.

Già, perché anche per ottenere le palette indicative su cui si snoda il percorso eno-turistico del vino rosso laziale, dal grande carattere e potenziale, si deve lottare con la burocrazia, le lungaggini, la disorganizzazione. Ma la determinazione e la tenacia non mancano.

Questa è un po’ l’aria che si respira qui in Ciociaria, nel territorio della provincia di Frosinone racchiuso tra i comuni di Affile, Piglio e Olevano Romano, nel regno del Cesanese. Così la raccontano i giovani vignaioli che credono in questo progetto, quello della Strada del Cesanese: un itinerario di raccordo tra mete culturali, religiose e percorsi enogastronomici e paesaggistici. 

Ogni giorno si danno un gran da fare, per vederlo crescere, Pierluca Proietti e Maria Berucci, in un tandem di entusiasmo e vulcanicità. Con il trasporto ideale di chi guarda sempre avanti, non si fanno sconti e prima di tutto ne elencano le criticità. Cartelli stradali a parte, ci sono le divisioni tra i comuni e le DOC che al momento della costituzione della Strada del Vino Cesanese, nel 2001, hanno portato di fatto alla creazione di due strade, quella del Piglio e di Affile che oggi associa in sé 22 cantine, e quella di Olevano con 12 aziende. 

Una scissione che non giova a nessuno e che si spera di superare presto. C’è piuttosto un’identità comune da costruire attraverso iniziative di formazione, di marketing, di strategia commerciale. E poi c’è la criticità della collocazione geografica del territorio, un enclave tra Roma e Napoli che intercetta con difficoltà il turismo che si concentra sulle città. 

E i problemi dell’accoglienza, un sistema ancora poco sviluppato e improvvisato che deve strutturarsi meglio per proporsi con efficacia nell’ambito del turismo laziale. Ma detto questo, tanti passi avanti sono stati fatti.

Con orgoglio e soddisfazione si passa all’elenco dei risultati incassati. Più di 70 gli eventi organizzati negli ultimi 3 anni che hanno visto crescere l’interesse di pubblico e di eno-appassionati per il territorio. Un anno speciale il 2010 in cui il 50° della cantina sociale del Cesanese del Piglio, che della strada è il socio fondatore, ricorre in concomitanza con la presentazione della prima produzione DOCG, ottenuta nel 2008.

La celebrazione dello sforzo corale di produttori, istituzioni ed estimatori per dare a questa terra e al suo vino un marchio di eccellenza. Il riconoscimento di una tradizione che conta secoli di storia per un territorio ad alta vocazione viticola abitato da una popolazione che si è sempre occupata di viticoltura e che, per questo, ne conosce ogni segreto. 

Se dal punto di vista commerciale bisogna ancora mettere insieme le risorse, dall’altra parte, la cooperazione produttiva, infatti, qui è un dato diffuso: la tecnica, il confronto, la creatività, l’innovazione sono storia comune del territorio e si ritrovano in un vino che sempre più si eleva verso le sue punte di eccellenza alla ricerca di parametri univoci e riconoscibili. 

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