|  | 

Cibo News

La verdura: breve viaggio tra storia e cultura

Stampa Articolo
La verdura è presente nella dieta umana quasi fin dalle origini. Già durante la Preistoria i primi gruppi di cacciatori che si spostavano sul territorio in funzione delle migrazioni degli animali di cui si nutrivano integravano la loro dieta carnivora con radici, erbe e tuberi che raccoglievano o, per meglio dire, trovavano nelle zone circostanti.

Il legame con il mondo vegetale si fece ancora più stretto nelle comunità stanziali dedite non più solo alla raccolta ma anche all’agricoltura ed alla coltivazione.
Durante il Medioevo il consumo di vegetali assunse un forte carattere di identificazione sociale, esse erano un alimento per chi non poteva permettersi la carne o altri alimenti costosi e basava la propria dieta su ciò che poteva coltivare (o che sfuggiva alle tassazioni) e su quello che poteva essere raccolto.

Non mi stancherò mai di precisare tuttavia che anche i nobili consumavano verdure, con la differenza che in questo caso esse facevano da accompagnamento ad altri piatti ben più pregiati, oppure erano accompagnate da spezie o abbondantemente condite; tutte modalità necessarie per sancire le differenze sociali.

Mercato, donna con frutta, verdura e pollame (1564)

Mercato, donna con frutta, verdura e pollame (1564)

Il Seicento fu un secolo importante per la nostra protagonista, non solo dal punto di vista alimentare, ma per una maggiore attenzione verso questo dono della natura che si tradusse anche nella sua rappresentazione nei trattati botanici e scientifici.

Fu proprio a partire da questo secolo che cominciò una vera e propria rivoluzione che sconvolse i gusti dei palati europei: i profumi forti ed esotici delle spezie vennero sostituiti da quelli freschi e delicati dei prodotti dell’orto e della campagna, un cambiamento di gusto molto importante non solo sotto il profilo alimentare ma anche societario ed economico.

Attraverso il progresso della scienza nel Settecento il consumo di verdura venne accettato anche dagli intellettuali che fino ad allora erano rimasti piuttosto restii a riguardo, tanto che nel 1781 venne pubblicato un trattato che proponeva la dieta vegetariana come elemento fondamentale per la vita dei filosofi.

Ad inizio Novecento in Italia le verdure e il loro consumo furono assunti come modelli identificativi della società povera malnutrita del Sud Italia, in netto contrasto con il Nord ben più ricco e fiorente. La situazione tuttavia venne drasticamente cambiata dalle scoperte importantissime nei decenni successivi dello scienziato americano Keys che, studiando i modelli di consumo alimentari del Sud, scoprì la loro importanza nel mantenimento della salute fisica e nell’aumento dell’aspettativa di vita.

Oggi, come tutti sappiamo, è incorso un rinnovato interesse nei confronti delle verdure e del loro consumo, sia a seguito delle frequenti campagne di sensibilizzazione alimentare, ma anche per una maggiore attenzione dei consumatori a ciò che mangiano e alla loro salute, segno che il legame millenario tra uomo e verdura non è fortunatamente ancora terminato.

di Aldo Lissignoli autore del blog L’Albero della Gastronomia

SCOPRI LE VERDURE TIPICHE DELL’ALTO ADIGE

Potrebbe interessarti anche Articoli

POST YOUR COMMENTS

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Name *

Email *

Website