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La Pera Cocomerina

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Il pittore mediceo Bartolomeo Bimbi arrivò a dipingere, tra il Seicento e il Settecento, ben 115 varietà differenti di pera. Oggi ne abbiamo solo 17 e tra queste la Pera Cocomerina è senza dubbio una delle più particolari, tanto da essere anno verata tra i Presìdi Slow Food.

Coltivata in Emilia Romagna, lungo l’Appennino Cesenate, ha una forma ovoidale ed è piuttosto piccola, tanto da arrivare a pesare tra i 20 e i 60 grammi.
Il nome di pera cocomerina fa riferimento al colore rosso della polpa durante il raccolto più tardivo, più intenso e brillante al centro, in prossimità dei semi. La buccia invece è verde.

pera BRIACA

La sua produzione iniziò ad oscillare negli anni Cinquanta, parallelamente allo sviluppo della frutticoltura intensiva, basata su frutteti specializzati.
Fortunatamente ci sono alcune zone, come la località Ville di Montecoronaro, in cui una trentina di esemplari di questa pianta, dai frutti molto dolci e profumati e dal vago sentore di moscato, sopravvivono!

Il periodo di raccolta va dalla fine di agosto fino a ottobre. La pera cocomerina va consumata subito dopo la raccolta, quasi prima che cada dall’albero, poiché ciò fa in modo di mantenere intatte le sue caratteristiche organolettiche. Ma è ottima anche per la preparazione di marmellate e sciroppi!

Data la sua fragilità e particolarità, non è facile commercializzarla ma è possibile acquistarla in conserve sul sito ufficiale della Pera Cocomerina.

 di Redazione

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