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LA DOC MERLARA IMPEGNATA IN RICERCHE INNOVATIVE

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Parte nella denominazione scaligero – padovana un progetto di valorizzazione finanziato dal Gal patavino sulla biodiversità funzionale, con lo scopo di migliorare le aree produttive vitivinicole della zona.

 

La DOC Merlara è una delle denominazioni d’origine venete più recenti, nata nel 2000 e caratterizzata da una superficie a vigneto (circa 500 ettari, coltivati sia con uve autoctone che internazionali) in rapida espansione. E ora, grazie a un’intesa siglata tra il Consorzio di Tutela Vini Merlara, il Gruppo Collis – Cantina Veneta, Agrea e World Biodiversity Association, si distinguerà anche nel settore dello  sviluppo e dell’innovazione dal punto di vista ambientale.

 

Ha infatti ricevuto via libera un progetto finanziato dal GAL Patavino tramite le misure sulla cooperazione, che prevede una serie di azioni per lo studio e la valorizzazione del patrimonio eco-agro-colturale della denominazione. L’obiettivo finale è quello di una crescita bilanciata della viticoltura all’interno dell’area, senza trascurare quelli che sono gli aspetti riguardanti la tutela e l’integrità di un ecosistema che può essere usufruito anche dal punto di vista del turismo rurale. In pratica, verranno eseguiti dei rilievi che saranno alla base di uno studio sulla gestione del vigneto dal punto di vista ambientale, per favorire il mantenimento della flora e fauna locale e guardando anche alle problematiche poste dal cambiamento climatico in atto. In questo modo le aziende saranno messe in grado di fronteggiare eventuali emergenze grazie a nuovi strumenti a basso impatto ambientale ed economico.

«. Il Consorzio ha sempre avuto un ruolo importante per lo sviluppo di questa zona, sia dal punto di vista economico che di valorizzazione di un patrimonio rurale unico, fatto sia di vitigni con un grande successo internazionale che di realtà di nicchia – ha detto Luigino De Togni, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Merlara –  Ora l’arrivo di queste risorse, messe in campo dal GAL Patavino, rappresenta per noi un ulteriore passo in avanti nella valorizzazione della produzione vitivinicola delle nostre terre. Siamo un comprensorio in forte espansione, che ha bisogno di confrontarsi con nuovi scenari, anche sul fronte della valorizzazione turistica, per essere competitivo e creare un vero valore aggiunto».

Elisabetta Tosi

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