|  |  | 

In primo Piano itinerari enogastronomici

Kairouan, la città delle trecento moschee

Stampa Articolo

Dopo aver fatto tappa Sousse e Monastir, il nostro viaggio in Tunisia si conclude a Kairouan, città santa dell’islam e proclamata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità

Più nell’entroterra, a un’ora di macchina da Monastir e Sousse, si trova un altro gioiello della storia della Tunisia. Nel mezzo di un paesaggio di steppe, Kairouan, prima capitale del Maghreb, è una città misteriosa ancorata ad un passato lontano, città santa dell’islam. Per le sue meraviglie, l’Unesco l’ha iscritta nel Patrimonio mondiale dell’Umanità: la venerabile Grande moschea, i bacini aghlabidi, l’incantevole mausoleo di Sidi Sahbi, caratteristico per i suoi riquadri di ceramica multicolore e conosciuto come la “Moschea del Barbiere”.

La Medina di Kairouan, se osservata dall’alto, si rivela essere di un oceano di cupole bianche che segnalano le tombe dei santi musulmani e “Zaouias”, edifici dedicati a dei maestri spirituali che hanno dispensato insegnamenti agli abitanti della città. Una di queste cupole ospita un venerato pozzo antico quanto Kairouan stessa, Bir Barrouta, la cui acqua è sacra: ancora oggi, viene pescata con una “noria”, una ruota azionata da un dromedario.

I souks, con le strade dedicate al commercio, divise per attività, brulicano di vita. Questi quartieri storici sono circondati da mura di mattoni biondi, merlati e puntellati da torri e bastioni che conferiscono alla città un aspetto venerabile, fuori dal tempo.

Nei souks si possono trovare in vendita i più rinomati tappeti tunisini, i classici dal colore dominante del rosso cremisi, o quelli dalle tinte più naturali bianche e marroni. Si racconta che proprio a Kairouan nel XX secolo la figlia del governatore ottomano fosse stata la prima a tessere un tappeto a pelo alto di lana per donarlo ad una delle moschee della città. Da quel momento la tradizione si è perpetuata rendendo Kairouan la capitale del tappeto in Tunisia.

Infine, sempre nella Medina si possono trovare deliziosi ristoranti dove poter gustare una cucina semplice a buon prezzo, caratterizzata dagli ingredienti tipici della tradizione berbera: semola, olio d’oliva, miele e datteri delle oasi del sud. Una specialità tipica? Il piccolo dolce a forma di losanga: il maqroudh.

Potrebbe interessarti anche Articoli

POST YOUR COMMENTS

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Name *

Email *

Website