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Italia del food: il punto di Federalimentare

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Un terzo delle famiglie italiane (il 35,8%) dichiara di aver ridotto gli acquisti alimentari in quantità e qualità mentre gli acquisti presso gli hard discount risultano in crescita accelerata.
Il quadro della situazione italiana emerge dai dati appena diffusi dall’Istat sulla spesa media mensile 2011 delle famiglie italiane. «E questo – ricorda il Presidente Federalimentare Filippo Ferrua – anche se essi trascurano il vasto mondo dei consumi fuori casa, che ha sofferto in misura anche maggiore».
Questi dati richiamano sostanzialmente quelli “complessivi” del mercato alimentare, sempre di fonte Istat, che mostrano un calo cumulato in quantità di 6,8 punti delle vendite alimentari nell’ultimo quinquennio, assieme a una discesa parallela di 2,8 punti del valore aggiunto espresso dall’industria alimentare.
Il mercato, insomma, si conferma “magro” in quantità e qualità. «D’altra parte – sottolinea il Presidente Ferrua – il trend involutivo non si è affatto arrestato, ma continua e sta perfino accelerando nell’anno in corso. Ciò è tanto più grave per un settore che investe da anni sulla qualità, fino a raggiungere il vertice in Europa per riconoscimento di prodotti a denominazione di origine garantita, sia sul fronte del food che del vino».
Nuove tasse e il rischio di malessere sociale
«Il prossimo appesantimento dell’IVA amplificherebbe il malessere sociale e allungherebbe pesantemente i tempi di ripresa del mercato, conclude Ferrua. Meglio concentrarsi su come sostenere l’export del settore alimentare, visto che i segnali del primo trimestre, con un tasso di crescita che scende all’8,9% dal +10% del 2011, fanno presagire per il 2012 un indebolimento della domanda dei nostri prodotti all’estero».

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