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itinerari enogastronomici

Islanda,terra di ghiacciai,vulcani,fiordi e troll

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ISLANDA, terra di ghiacciai, vulcani, fiordi e troll

di Angela Carusone 

La notte è bianca e per nulla tenera. Una pioggia sferzante, come solo in aperta campagna, picchia sull’asfalto che circonda l’aeroporto mentre in lontananza si addensano strani vapori. Tutto è lattiginoso e un po’ sfumato, tutto immobile e vibrante. È l’Islanda, bellezza! Terra di geyser e di leggende, di ghiacciai e di vulcani, di fiordi e di troll.

   Tosti questi troll. Dopo essersi messi per un po’ in affari sui mercati finanziari con gli gnomi svizzeri, quando si sono accorti che questi ultimi stavano mandando a gambe all’aria tutto il sistema economico dell’isola, hanno puntato i piedi e detto no: non abbiamo alcuna intenzione di pagare le vostre speculazioni. Due referendum hanno decretato che l’Islanda non pagherà il debito contratto da alcune sue banche private con investitori esteri. Passi per la svalutazione della corona, passi per l’austerità e l’aumento della disoccupazione, passi per la crisi economica che ancora morde, ma pagare i giochini finanziari di quattro pseudobanchieri con denaro pubblico proprio no. 

      E il Paese si è rimesso in marcia, come fa chi arriva allo scalo di Keflavik, 50 chilometri a sud-ovest di Rejkiavik, in solitudine e con determinazione, perché da queste parti da secoli si è superato l’orror vacui. E come potrebbe essere diversamente per un Paese di oltre 100 mila chilometri quadrati e 300 mila abitanti, tre ogni chilometro quadrato? Per un Paese dove si può vedere distintamente la faglia tettonica che separa le placche europea e nord-americana, con gli scudi continentali che si separano di 2 centimetri l’anno, e la frattura che viene riempita continuamente da magma e lava provenienti da numerose eruzioni vulcaniche? Proprio qui, a Thingvellir batte il cuore dell’Islanda: è la località storica più famosa dell’intera isola, il luogo sacro dove gli antichi abitanti organizzarono il primo Parlamento nel 930 dopo Cristo, tradizione che si è mantenuta in vita per quasi nove secoli, fino al 1798. (continua…)

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