|  |  | 

In primo Piano itinerari enogastronomici

INTERNATIONAL WINE & SPIRIT COMPETITION INCORONA LA CANTINA DI SOAVE COME MIGLIOR PRODUTTORE ITALIANO DELL’ANNO

Stampa Articolo
Presentato in conferenza stampa un bilancio più che soddisfacente dell’annata 2017

Quello ormai alle ultime battute è stato decisamente un anno memorabile per la Cantina di Soave, ricco di sfide ma anche di grandi soddisfazioni. Ultimo riconoscimento in ordine di tempo, il premio “Italian Wine Producer of the Year”, assegnato dall’International Wine and Spirit Competition di Londra. “Non potevamo avere una gratificazione maggiore, perchè non è stato premiato un nostro vino, ma la nostra azienda. E’ un premio a tutto il lavoro che stiamo facendo” ha commentato il direttore generale Bruno Trentini. Non poteva esserci un regalo migliore per il  120 compleanno di questa cantina sociale veronese,  la più importante cooperativa vinicola italiana di primo grado, nata nel 1898 e che oggi conta 2200 soci e un’importante presenza in tutte le denominazioni veronesi. Nello scorso esercizio 2017-2018, presentato di recente in conferenza stampa, la Cantina di Soave ha mostrato un fatturato consolidato di 141 milioni di euro (+20% rispetto allo scorso anno), un imbottigliato che cresce in volume (+11% ) e in valore (+9%) e una liquidazione per i soci di circa 70 milioni di euro, con una redditività media per ettaro che sfiora i 13 mila euro. “Lo definirei un bilancio solido – ha detto Roberto Soriolo, da poco succeduto ad Attilio Carlesso nel ruolo di presidente della Cantina – Veniamo da una vendemmia, quella del 2017, che è stata fonte di grandi apprensioni per i nostri soci viticoltori a causa delle gelate primaverili, ma alla fine gli sforzi di tutti sono stati premiati, anzi quella di quest’anno è finora la remunerazione più alta nei nostri 120 anni di storia. E ciò anche a fronte di un anno di grandi investimenti”. Dal 2016 infatti la Cantina è impegnata in un piano di investimenti in tecnologie e ampliamenti degli spazi operativi da 100 milioni di euro, uno sforzo che dovrebbe terminare nel 2019. Nel frattempo, la cooperativa non ha mai smesso di tenere sotto controllo i trend di mercato, cosa che l’ha portata a  concentrarsi ancora di più sulla differenziazione delle linee di prodotto, in modo da permettere alle proprie produzioni di essere presenti in tutti i segmenti, mantenendo o addirittura migliorano le proprie quote di mercato. Le vendite del vino imbottigliato  rappresentano il 50% dell’intero fatturato, e di questo oltre la metà è dato da vini a marchio della cantina stessa, contro il 48% venduto come private label. 

E se l’Italia resta per la Cantina di Soave il primo mercato, anche all’estero le vendite sono soddisfacenti: per i vini bianchi come il Soave e il Pinot Grigio, i mercati di riferimento restano Regno Unito, Germania e Austria, mentre i rossi più importanti (cioè Valpolicella Ripasso e Amarone della Valpolicella) piacciono soprattutto ai Paesi del Nord Europa, alla Svizzera e perfino al Regno Unito, che lo scorso anno ha registrato un +12% nelle vendite. (E.Tosi)

Potrebbe interessarti anche Articoli

POST YOUR COMMENTS

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Name *

Email *

Website