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Le bellezze di Firenze: Il Lampredotto e Il Santo Bevitore

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Mangiare male a Firenze è veramente difficile!

I ristoranti tipici si alternano in centro tra negozietti e botteghe, ma la mia ricerca andava oltre la solita trattoria con arredamento rustico e vecchie foto appese al muro. Quindi scelgo di fare un giro di perlustrazione e iniziare a degustare qualcosa di buono nel Mercato Centrale di Firenze in zona San Lorenzo.

Mi ricorda un po’ quello di Valencia con la struttura in ferro e le vetrate, infatti studiando un po’ di notizie scopro che nasce da un’idea di Umberto Montano che con Claudio Cardini ha dato vita al progetto che restituisce a Firenze uno dei luoghi più significativi della città.

Il progetto diventa realtà nella primavera del 2014, a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni – autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

Il Mercato Centrale Firenze ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni e dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto.

Inizio il mio giro curiosa al primo piano tra i vari banchi: pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini… Si può degustare di tutto!

Ottimi prodotti , sapientemente rappresentati dagli artigiani che hanno in comune la passione per la loro professione.

Devo assolutamente provare il panino con il lampredotto con la salsa verde che notando la difficoltà di alcune turiste giapponesi che si aiutavano con la forchetta, capisco solo dopo averlo addentato il perché.

panino-lampredotto

Il panino (detto semelle) è un tipico pane toscano salato, di cui la parte sopra viene imbevuta nel brodo di cottura del lampredotto.

Il Lampredotto è la quarta parte dello stomaco del bovino (l’abomaso) che viene cotta a lungo in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano. Tagliato poi a pezzetti e inserito nel panino con aggiunta di salsa verde a piacere.

La morbidezza del panino e la generosa porzione di carne traboccante ha messo a dura prova la mia abilità di “mangiatrice di panini” ma ho avuto la meglio!

In un’altra zona di Firenze ed esattamente a San Frediano si trova il posto in assoluto che ha conquistato il mio interesse oltre che la mia attenzione, ma soprattutto le mie papille gustative: Il Santo Bevitore.

Il Santo Bevitore ha aperto 13 anni fa grazie a Marco e Martina Baldesi e Stefano Sebastiani. È stato uno dei primi ristoranti a Firenze a proporre una cucina bistrot che coniuga tradizione e modernità. In carta i pochi piatti tipici fiorentini sono affiancati da proposte più articolate e accattivanti.

Il pane proposto è prodotto dal panificio artigianale S.forno, bottega del pane presente in Oltrarno da oltre 150 anni, rilevata e ristrutturata l’anno scorso dagli stessi proprietari.

Oltre alla cucina anche la carta dei vini è ampia e variegata e predilige le piccole produzioni, spaziando fra le varie regioni Italiane e la Francia.

Da qualche anno affianca il ristorante Il Santino, a pochi metri di distanza, locale perfetto dove fermarsi per un aperitivo prima della cena o per un pranzo veloce a base di piccoli piatti o degustazioni di salumi e formaggi artigianali.

Alla guida della cucina da qualche anno lo chef Luca Marin veneto, ma lavora ormai da moltissimi anni in Toscana. Dopo un’esperienza insieme allo chef stellato Andrea Accordi a Villa la Vedetta, Luca si è unito al Santo Bevitore.

Un locale che rispecchia la tradizione ma si rinnova nell’ambiente accogliente e giovane, soprattutto nella cucina che mantiene i sapori veri delle materie prime locali impiegate sapientemente, equilibrate tra loro e presentate alla perfezione.

Per iniziare scelgo la degustazione di salumi accompagnata da un ottimo Morellino di Scansano del 2013 e poi i Gigli di Pasta fresca (che sanno di pasta fresca) con ali di razza, melograno, mandorle e lime.

E qui come decantavo poco fa l’equilibrio è tutto! Anche i Passatelli in salsa di parmigiano con animelle glassate con la croccantezza dei carciofi fritti si fondono in una pienezza di sapori e consistenza perfetta.

Per continuare ad apprezzare sempre di più il loro menù prendo la terrina di fegatini di pollo ristretto di Vin Santo accompagnati da pan brioche.

L’applauso per il gusto dolce del pan brioche che si sposa con il sapore deciso dei fegatini addolcito dal Vin Santo, “c’est merveilleux”!

Direbbero i francesi… e lo direbbero assaggiando i piatti del Santo Bevitore. Dovrò assolutamente tornar perché non ho fatto in tempo ad ordinare il dessert!

Ristorante Il Santo Bevitore
Via di Santo Spirito, 64/66 Tel +39 055 211264

di Silvia Lunardo

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