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Il pesce italiano d’allevamento non teme rivali

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L’acquacoltura è un comparto vitale per il nostro Paese, in grado di garantire da sempre ai consumatori prodotti di alta qualità, sani e nutrienti, fondamentali anche nelle diete dei più piccoli. Particolare attenzione merita inoltre la vallicoltura tradizionale delle zone lagunari italiane, che svolge un’importante funzione ambientale e di tutela della biodiversità.

In seguito al blocco della pesca messo in atto per favorire il ripopolamento dei mari, l’Associazione Piscicoltori Italiani (Api) di Confagricoltura invita l’Italia a preferire il pesce allevato.

I prodotti dell’acquacoltura rappresentano già circa il 50% di quelli consumati nel mondo e, fra meno di vent’anni, costituiranno circa l’85% del consumo di prodotti ittici.

Rispetto agli altri paesi europei inoltre, il prodotto italiano è nettamente superiore a livello qualitativo.

In Italia, ricorda Confagricoltura, il mercato del pesce fresco sta vivendo un’annata altalenante, con un calo del pesce marino nel periodo di giugno 2011/maggio 2012. Performance positive, in termini di volume, si hanno per le vendite di orata, triglia e sgombro, mentre si registra un calo per la spigola/branzino. In particolare, il pesce di acqua dolce risulta in crescita su base annua, trainato soprattutto dalla trota salmonata, ma in termini di valore, anche dalla trota bianca.

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