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Il patrimonio archeologico dell’Umbria alla BMTA di Paestum

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La partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico rafforza l’idea che il “cuore verde d’Italia” sia capace di aumentare ulteriormente la propria offerta turistica

Umbria protagonista alla BMTA di Paestum, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. La regione del centro Italia, infatti, sarà presente con un focus su due suoi tesori di epoca romana che, di recente, hanno catturato l’interesse sia degli studiosi che dei numerosi turisti che si sono recati ad ammirarle: la Villa dei Mosaici di Spello e la statua bronzea di Germanico, ad Amelia.

All’appuntamento “Villa Mosaici di Spello e il Germanico di Amelia: straordinarie testimonianze dell’Umbria romana”, previsto il 16 novembre alle 11.30 presso il Centro Espositivo del Savoy Hotel, saranno presenti Fabio Paparelli, Vice Presidente e Assessore Turismo Regione Umbria, Moreno Landrini, Sindaco di Spello, Laura Pernazza, Sindaco di Amelia e Marcello Barbanera, professore di Archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università La Sapienza di Roma.
Unica nel suo genere,  la Villa dei Mosaici di Spello, residenza di età imperiale, conserva ancora oggi raffinati pavimenti a mosaico e tracce di affreschi e stucchi alle pareti. La nuova struttura museale, moderna e multimediale, inaugurata a marzo 2018, permette di esplorare tutto il fascino di questa villa con ricostruzioni in 3D, postazioni multimediali e una App dedicata. Scoperta nel luglio 2005, è stata riportata alla luce da un lavoro sinergico tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Umbria e Comune di Spello.

Più a sud ecco invece Amelia, borgo di epoca romana, dove è emerso in tutto il suo splendore il Germanico. La statua, ridotta in numerosi frammenti, fu scoperta il 3 agosto 1963, durante i lavori per la costruzione di un mulino poco fuori la cinta muraria lungo l’antico tracciato della Via Amerina. Importantissima per il suo alto valore artistico e per la rarità delle opere in bronzo di età romana, l’opera raffigura Nerone Claudio Druso, nato a Roma nel 15 a. C., figlio di Druso maggiore, fratello del futuro imperatore Tiberio. A partire dalla primavera del 2019, in occasione della ricorrenza dei 2000 anni della morte del valoroso generale romano, avrà luogo una serie di eventi che celebreranno la storia di questa importante figura.

Antonio Forestieri

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