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Il Panettone conquista gli Stati Uniti

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Il celebre dolce italiano è al centro di un articolo del New York Times che lo consacra come prodotto entrato ormai a far parte dell’arte dolciaria americana

“Preparare il panettone – quello tradizionale, con una pasta madre forte e naturalmente lievitata – significa intraprendere un viaggio lungo, costoso e imprevedibile, con il rischio di compiere un disastro che si cela dietro ad ogni angolo”. Questo l’incipit dell’articolo che, il New York Times, dedica al celebre dolce tradizionale di Natale. Il panettone, in poco tempo, sta infatti progressivamente conquistando anche i palati dei gourmand statunitensi, soprattutto quelli dei panettieri, letteralmente ossessionati dalla sua elevata difficoltà di preparazione; tanto che ne hanno ben presto carpito i segreti, facendone oggi un business di successo.

E’ il caso di Roy Shvartzapel, panettiere di San Francisco e proprietario della società di vendita online di panettone “From Roy”, che definisce il dolce milanese, come “il Monte Everest della panificazione: difficile trovare un impasto più stimolante”. Una passione, quella di Shvartzapel, che risale a più di dieci anni fa, quando ha assaggiato per la prima volta un panettone della tradizione artigianale italiana a Parigi, imparando successivamente l’arte a Milano. Convinto che gli americani fossero disposti a pagare 50 dollari per una prelibatezza degna di questo genere, iniziò a maturare l’idea di un “panettone di lusso”: da qui la decisione di dare vita ad  un’attività commerciale, oggi in forte crescita che lo vede partner della catena La Boulangerie.

Jim Lahey, nel suo libro “The Sullivan Street Bakery Cookbook”, scritto da Maya Joseph, prova invece a semplificarne la complessa preparazione, svelando agli americani i trucchi per sfornare un panettone a casa.

C’è chi, invece, come Avery Ruzicka, proprietaria di “Manresa Brerad”,  si cimenta senza aver mai messo piede in Italia, imparando da sola attraverso innumerevoli fallimenti e prendendo ispirazione dallo stesso Roy Shvartzapel e altri panettieri. C’è infine chi mette in campo una cura maniacale del dettaglio: dalla produzione domestica di burro (o al massimo importato dalla Normandia), alla ricerca di uva biologica da seccare per farne uvetta, passando per la pasta madre, il lievito tradizionalmente usato in Italia per fare il panettone. Stiamo parlando della ricetta di Rick Easton, precedente gestore del panificio “Bread and Salt” di Pittsburgh, che si affida per lo più alla tradizionale uvetta e buccia di limone, senza disdegnare la sperimentazione con mandorle, zucca e mela cotogna candite, per produrre la sua versione all’insegna della costante ricerca della massima qualità.

 

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