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Il gusto della Garfagnana nei vini biodinamici di Podere Còncori

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Un vino non è soltanto uve di qualità e maestria in cantina. Un vino è soprattutto espressione di un territorio e di chi lo coltiva.

Le vigne di Podere Còncori, che Gabriele Da Prato ha ricominciato a lavorare ormai quasi 15 anni fa, hanno il carattere forte della terra che le ospita, la Garfagnana, e la tenacia e l’ambizione del vignaiolo che le cura.

A Còncori si pratica da sempre la coltura biodinamica, che rispetta le piante e le mantiene in equilibrio con quanto le circonda.

È così che nascono vini di armonici, di gran classe, eleganza e personalità, che hanno però anche il sapore audace di una scommessa: quella di produrre un eccellente vino in un luogo con un terreno e un clima difficili, trasportando chi lo beve dalla Valle del Serchio alla Valle del Rodano.

podere-concori

Il Melograno, figlio del Syrah, è la produzione più abbondante, il Vigna Piezza, la riserva, proviene invece dalla vigna eroica arrampicata sul fianco della montagna, entrambi hanno fatto il loro debutto nella Guida Slow Wine 2014 presentata a ottobre.

Il nome Melograno è nato anni fa da una passeggiata tra le vigne: piante molto vecchie, ricche di fascino e bellezza, che regalano prima all’uva e poi al vino grande intensità aromatica e concentrazione di colori. Il rosso rubino è brillante di luce. Il profilo aromatico diretto, intrigante, vivace ed espressivo: frutti rossi di bosco, amarena e pepe e le stesse erbe aromatiche che si trovano nei vigneti. Ritmo, freschezza e istintiva bevibilità.

melograno concori

Vigna Piezza è la vigna storicamente più importante di Podere Còncori, caratterizzata da forti pendenze del terreno e da un microclima eccezionale. Il vicino fiume Serchio svolge una fondamentale azione mitigatrice, influendo sulla ventilazione dell’area e creando quindi un ambiente perfetto per la salubrità dell’uva e il suo sviluppo aromatico.
Primo cru di Podere Còncori, Vigna Piezza viene prodotto solo nelle migliori annate.

Fabio Pracchia e Jonathan Gebser di Slow Wine descrivono il primo syrah in purezza per Gabriele Da Prato come “un vino splendido e raffinato. I profumi sono floreali ed espressi attraverso un carattere solare e definito. Il palato è verticale, succoso e ricco di personalità. Tannini splendidi e posti al servizio della materia. Solo una lieve chiosa di legno dovuta alla gioventù.”

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