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Hotel Milano Scala, i cocktail diventano ‘green’

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Riparte la stagione degli aperitivi in terrazza all’Hotel Milano Scala, protagoniste di quest’anno saranno le essenze dell’orto

Col mese di marzo ritornano i grandi aperitivi sulla Sky Terrace dell’Hotel Milano Scala. La terrazza, situata all’ultimo piano dell’hotel, vanta una vista mozzafiato che si perde tra i tetti del suggestivo quartiere Brera, il Castello Sforzesco, le guglie del Duomo e Porta Nuova, registrandosi tra le location più glamour per l’aperitivo in centro a Milano.

Per mantenere intatto il fascino di “greenhouse” sospesa sui tetti, quest’anno a far parlare di sé sarà un tipo di mixology assolutamente green, merito delle essenze dell’orto in terrazza che rifornisce cucina e bar con erbe e verdure stagionali “a passo zero”. Un rapporto speciale, quello tra l’orto e il Sky Terrace Bar, unite da un dialogo continuo che ben racconta la filosofia “green and glocal” dell’Hotel Milano Scala.

Da quest’anno, le erbe e gli ortaggi saranno protagonisti dei cocktail mixology-style  preparati dalla giovanissima Sara Panzieri, eclettica barlady dell’hotel. La drink-list si arricchisce quindi di una sezione di cocktail dal sapore “green” realizzati con tè, estratti e tisane nati dalle essenze botaniche dell’orto, come il rosmarino, il pomodoro nero, i peperoncini e il kumquat.

Tuttavia, a essere esclusivi non sono solo i cocktail. Gli ospiti della Sky Terrace Milano Scala che si fermeranno per l’aperitivo, infatti, potranno gustare in abbinamento ai drink anche i finger food dello chef Fabio Castiglioni, ispirati al concetto di “green and glocal”: una cucina leggera, saporita e sana.

Ma non dimentichiamo il Ristorante & Wine Bar Primadonna, al piano zero della struttura, dove non mancano le varietà di fiori edibili come borragine, margherite, nasturzi, begonie, viole e lemongrass. Ingredienti colorati e profumati per un menu studiato attentamente da chef  Castiglioni e definito “a passo zero” proprio perché integrato con ortaggi e frutti che, tutto l’anno, vengono coltivati sull’orto più alto di Milano.

Antonio Forestieri

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