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Gragnano: Pasta, amore…e pomodoro

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Dopo quattro anni di assenza, ritorna la festa della Pasta di Gragnano, organizzata dal Consorzio Pasta di Gragnano IGP, con il patrocinio del Comune: la città dei pastifici va in piazza e si racconta

Tre giorni di eventi, dodici chef e altrettante ricette d’autore. Tutto pronto a Gragnano per la ‘Festa della Pasta’, straordinaria rassegna articolata su tre giornate che vedrà come protagonista assoluto il più italiano dei cibi, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Si parte oggi, venerdì 8 settembre: nella centralissima via Roma saranno montate le cucine che permetteranno ai grandi chef interpreti della tradizione campana di preparare piatti tipici della cucina napoletana, come la pasta al pomodoro, a cui è dedicata tutta la prima giornata dell’evento. Mentre sabato 9, protagonista sarà la pasta “del giorno dopo”; non mancheranno, infine, il Ragù e la Genovese nei i prodotti di eccellenza degli 11 pastifici del Consorzio Pasta di Gragnano IGP.

La cittadina campana, dall’8 al 10 settembre, è pronta dunque a trasformarsi in un ristorante a cielo aperto con 12 chef e altrettante ricette d’autore per celebrare un prodotto rinomato da oltre cinque secoli, da quando nel 1503, Re Ferdinando II di Borbone, concesse la prima licenza ufficiale a un “vermicellaro” gragnanese. Non c’è dunque da sorprendersi, se a Gragnano la pasta di semola di grano duro sia considerata molto più che un semplice prodotto: “Siamo un paese di 30mila abitanti e da soli rappresentiamo il 14% dell’export italiano“, spiega il presidente del consorzio dei pastai gragnanesi Giuseppe Di Martino. “Non va pertanto dimenticato che, questo tipo di produzione, ha permesso a una nazione come l’Italia, che rappresenta appena il 3% della popolazione mondiale, di dettare stili di vita e regole alimentari, come la dieta mediterranea, seguiti in tutto il mondo”. 

I recenti, sia pur timidi, segnali di ripresa, hanno indotto gli organizzatori a scegliere, come fil rouge di questa undicesima edizione, l’ottimismo. Da qui la decisione di ricreare l’atmosfera della seconda metà degli anni ’50, che segnò l’inizio del benessere diffuso per gli italiani, perfettamente rappresentato dal mitico film “Pane, amore e…”, con Sofia Loren, vestita di rosso, impegnata a ballare il mambo insieme a Vittorio De Sica. Nasce così il tema della festa: “Pasta, amore e… pomodoro”.

Riconoscere la vera pasta di Gragnano, non è affatto una impresa ardua: ha un aspetto esterno omogeneo, senza macchie bianche o nere e assenza di bolle d’aria, fessure o tagli. Il colore è giallo paglierino, il profumo di grano maturo è intenso e la rugosità al tatto è una delle sue peculiarità, grazie alle trafile di bronzo utilizzate. Tutte queste caratteristiche sono da attribuire alla magnificenza della natura che circonda questi luoghi. Merito dell’acqua proveniente dai Monti Lattari, risorsa preziosa utilizzata come ingrediente da aggiungere alla semola, oltre alle brezze marine che consentono la perfetta essiccazione del prodotto. Non a caso, nella metà del 1800, in occasione della realizzazione del nuovo piano urbanistico di Gragnano, la larghezza delle strade e l’altezza dei palazzi furono pianificati in modo da facilitare il fluire del vento, agevolando in questo modo le operazioni di essiccatura, che all’epoca erano eseguite all’aria aperta.

Lorenzo Martorana

 

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