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Ristoranti

Cena con Giuseppe Iannotti del ristorante Kresios

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Metti una sera a cena con un gruppo di sconosciuti, uno chef stellato e una location dromana tra vecchi magazzini, mescola tutto e viene fuori la cena Clandestina. È qui che ho conosciuto la cucina dello chef Giuseppe Iannotti, una stella Michelin per il suo Krèsios di Telese (BN). Dicevamo, un gruppo di sconosciuti seduti intorno ad una lunghissima tavolata, tovaglie portate da casa e un’accoglienza avvolgente dall’aperitivo al dolce (in questo caso anche con sorpresa finale.

La cena Clandestina è un appuntamento mensile al buio con uno chef che si presta ad una serata inusuale, conviviale e con scopo finale fare beneficenza. Appena arrivati ci ha accolto un aperitivo a base dei prodotti de Il Buongusto e una Buskers Beer alla spina di bir&fud bottega di Roma e poi inizia il vero e proprio convivio.

giuseppe iannotti kresios

Schiuma di patate, lardo di maiale nero, nocciola tostata e caviale di tartufo nero è il sublime antipasto accompagnato dal Colli Piacentini di Tenuta Croci. E poi il famoso Raù (ragù) racchiuso nei cappelletti di pasta fresca: 72 ore di cottura e cinque tipi di carne diversa, il tutto adagiato su crema di mozzarella di bufala. Un capolavoro. Il secondo è fortemente contaminato dal componente giapponese del team di Iannotti: kakoni, pancia di maiale insaporita con zenzero, porro e salsa di soia su  crema di zucca e senape con germogli dell’orto e sesamo tostato, ricciolo di cotenna fritto e julienne di carote.

cappelletti ragu kresios

Per finire gelato al tabacco Kentucky di Benevento con crumble al cioccolato fondente e sale, ganache di cioccolato fondente e frutto della passione. La sensazione finale è “una fumata di sigaro” parole dello chef.

dessert kresios iannotti

A sorpresa poi con i salumi avanzati dall’aperitivo e 15 uova freschissime, Iannotti ha preparato una carbonara particolare, con ziti spezzati di Castellammare di Stabia. Il prezzo della felicità delle cene Clandestine è di 60 euro a persona vini inclusi, di cui levati i costi vivi va tutto in beneficenza.

Lo chef Iannotti invece è stata una piacevole sorpresa del Km buono come dice lui, per aggiustare un po’ il tiro del Km 0 che qualche volta può limitare la fantasia e le contaminazioni in cucina.

testo e foto di Marianna Mastropietro

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