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itinerari enogastronomici

Il borgo di Giove in Umbria

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Giove dalla sua aperta posizione sulla collina domina l’ampia valle sinistra del Tevere. Piazza XXIV Maggio è la principale agorà cittadina, su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale, possedimento della famiglia Mattei.

Il castello ducale sorge su una rocca preesistente di cui sono ancora visibili alcuni tratti delle mura perimetrali con i loro torrioni. L’attuale aspetto deriva dall’unione di un nucleo medievale con l’ampliamento eseguito nel Seicento forse dal Vignola o comunque dalla sua scuola.

Dall’ingresso principale si entra in un vasto androne decorato con colonne doriche: qui parte un’originale rampa a spirale che al suo interno accoglie un anello in muratura contenente un’ulteriore scala con gradini sul perno centrale. Al termine si è accolti dalla bella loggia che si affaccia sulla valle del Tevere e dalla quale si accede agli appartamenti ducali.

Al piano superiore le sale nobili contengono affreschi di soggetto biblico e mitologico attribuiti alla mano di artisti quali il Domenichino e Domenico Alfani, o più probabilmente alle rispettive scuole. Si dice che il castello abbia 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno.
In prossimità del Belvedere, si trova la Porta che introduce al borgo medievale e che reca impresso il monogramma di San Bernardino (IHS). Il nucleo storico di Giove vecchio è diviso in due strette vie fatte di case addossate l’una all’altra, speroni di mura, archi e portali in pietra. Qui è bello passeggiare tra i silenziosi vicoli abbandonandosi con l’immaginazione al tempo passato.

Nel medioevo il percorso aveva due poli: il Palazzo Comunale all’ingresso e, al lato opposto, la Chiesa di San Giovanni Battista sull’attuale Piazza Cento Tramonti.
Una nota curiosa è data dalla piccola figura umana in peperino, posta sul portale di una casa, indicante probabilmente l’ufficio di censimento delle nascite. Sulla piazza, la Chiesa Parrocchiale dedicata alla Madonna Assunta è stata eretta nel 1740 dal duca Giuseppe Girolamo Mattei.
All’interno la chiesa è decorata da stucchi di elegante fattura con l’abside circondato da un pregevole coro, mentre in alto splende una preziosa tavola raffigurante l’Assunta attribuita alla scuola dell’Alunno di Foligno.

Fuori le mura, la Cappella di San Rocco, offerta al santo invocato contro la pestilenza, ospita affreschi cinquecenteschi della scuola folignate raffiguranti scene sacre.  È dal 1969 sacrario dedicato ai caduti di tutte le guerre. Luogo di devozione e pellegrinaggio, infine, è la Chiesa della Madonna del Perugino, le cui pareti sono colme di ex voto donati per grazia ricevuta. Sull’immagine della Madonna, dipinta nel 1658, è ancora visibile una macchia nerastra a testimonianza dell’offesa prodotta dal gesto di uno squilibrato e del miracolo che gli ha ridato la ragione, motivo della costruzione dell’edificio.

I prodotti tipici del borgo

I prodotti tipici di Giovesono gli stessi dell’Umbria più in generale: formaggi, salumi, funghi e tartufi, olio extravergine dalle colline umbre dove crescono rigogliose la vite e l’ulivo che offrono prodotti di elevata qualità.
Anche il bosco dà i suoi frutti, funghi e tartufi quando è stagione così come asparagi selvatici e carni di cinghiale e piccione.
Proprio quest’ultimo è il protagonista del piatto tipico il piccione in salmì, cioè ripieno di un composto fatto di uovo, pane e il fegato dell’animale servito in tranci con pane tostato.

Dove mangiare

Ristorante Montenero trattoria spartana che offre generosi piatti locali. Strada Amelia 115 Giove.

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