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Fragore, la forza dell’Etna secondo lo stile Donnafugata

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Il nuovo cru prodotto in contrada Montelaguardia, a pochi km da Randazzo, è un vino icona da accostare al Mille e una Notte di Contessa Entellina e al Ben Ryé di Pantelleria

Donnafugata è la storia di un intreccio trentennale tra Sicilia, vino e arte. Fin dalle sue origini, l’azienda fondata da Giacomo e Gabriella Rallo ha avuto, per naturale indole, il desiderio di raccontare in maniera diversa il vino siciliano, indagando, attraverso l’immaginario dell’illustratore Stefano Vitale, l’anima profonda di un’isola dalle sorprendenti sfumature.

Frutto di questa appassionata e incessante ricerca è anche l’ultima etichetta nata alle pendici a nord dell’Etna, il Fragore, Etna Rosso Doc realizzato attraverso una selezione delle migliori uve di Nerello Mascalese allevate nella tenuta di contrada Montelaguarda, a pochi km da Randazzo, un vino che si inserisce nel solco tracciato dalle altre due bottiglie-icona dell’azienda siciliana, il passito Ben Rye e il rosso Mille e una Notte. Prodotto in sole 15.000 bottiglie, il Fragore completa il racconto d’eccellenza che Donnafugata fa della Sicilia: se il Ben Rye è il simbolo di una viticoltura di mare ed estrema, e il Mille e una Notte lo è delle assolate colline di Contessa Entellina, il Fragore si erge a figlio prediletto di una peculiare viticoltura di montagna, nascendo in dei vigneti a 750 metri sopra il livello del mare e su un terreno formatosi attraverso delle colate laviche di circa 500 anni fa.

“Nel 2016, il Nerello Mascalese di Montelaguardia lo abbiamo raccolto in pochi giorni – spiega Antonio Rallo, figlio di Giacomo e Gabriella, raccontando della prima annata del Fragore – le uve erano bellissime, ricche di polifenoli ben maturi che ci hanno dato una struttura di elevata qualità”. Fragore, infatti, è un vino che presenta un bouquet ampio e profondo, di eleganza e personalità vulcanica: nitidissime sono le note fruttate così come quelle floreali, speziate e balsamiche, al palato integrate e sorrette da tannini importanti e di notevole persistenza.

La veste di Fragore, firmata come da tradizione dall’artista Stefano Vitale, richiama l’immaginario di Donnafugata e la forza della natura che crea e trasforma. “Siamo sempre stati proiettati verso il futuro – dichiara José Rallo, sorella di Antonio col quale, oggi, porta avanti il lavoro iniziato dai genitori – L’etichetta di Fragore è una metafora del nostro impegno che, dalla Sicilia occidentale, ci ha portato poi ad est, a Vittoria e sull’Etna. Stefano ha catturato questo moto perpetuo come quello di un oggetto nello spazio, attratto da gravità invisibili, e lo restituisce con le sembianze di una donna fiammeggiante, il cui fragore annuncia l’energia del vulcano. Un’etichetta unica, come l’anima di questo vino.”

Antonio Forestieri

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