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Fico Eataly World: buona la prima

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Migliaia le persone rimaste entusiaste durante il primo giorno ufficiale di apertura della Disneyland del cibo. Tutti i numeri della mega opera di Farinetti

Inaugurazione in pompa magna alla presenza di alcune tra le più alte cariche dello Stato per Fico Eataly World, il più grande parco agroalimentare al mondo che ha aperto ufficialmente le porte ai propri visitatori lunedì 15 novembre a Bologna. A fare gli onori di casa, il presidente di Eatly Oscar Farinetti che ha accolto il capo del Governo Paolo Gentiloni, accompagnato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, insieme al ministro  della Cultura, Dario Franceschini, e a Maurizio Martina  e Gian Luca Galletti, rispettivamente a ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Presenti anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola e il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Migliaia le persone fuori dai cancelli pronte a fare incetta di prodotti. Un’attesa che non ha deluso le aspettative grazie all’ampia varietà dell’offerta che ha riscontrato il pieno apprezzamento del pubblico. Ecco alcuni numeri: 40 fabbriche alimentari che producono carni, formaggi, pesce, pasta, dolci; sei giostre educative a tema; 47 punti di ristoro; un centro congressi da mille posti; sei aule didattiche; 9 mercati; un teatro; un cinema che sarà gestito dalla cineteca di Bologna; 500 biciclette disegnate apposta per Fico dalla Bianchi per percorrere la pista ciclabile centrale; 22 campi coltivati; una tartufaia; 200 animali allevati all’aria aperta, dal maiale calabrese alla pecora di Altamura; 2 mila “cultivar”; botteghe, bazar, mercato e aree dedicate a sport, bambini, servizi e lettura. E per finire, un albergo di 300 camere ancora in cantiere. Il tutto spalmato su 10 ettari, di cui otto al coperto.

E’ stato Oscar Farinetti, con un paio di chiavi realizzate da una delle più antiche aziende italiane, ad aprire idealmente Fico. Il presidente di Eataly ha voluto per prima cosa tributare un plauso agli immigrati, che con il loro lavoro nei campi “sostengono l’agricoltura italiana. Se non avessimo accettato i due più grandi immigrati della nostra storia, il grano e il pomodoro, non avremmo la nostra cucina. Meno male che, senza tanti fronzoli, gli abbiamo dato subito lo ius soli””, ha sottolineato ironicamente Farinetti.

Con un investimento iniziale di 120 milioni di euro e un fatturato che entro i prossimi tre anni è previsto intorno ai 90 milioni, la Disneyland del cibo ha a tutti gli effetti i numeri di una scommessa, che punta a raccontare le eccellenze agroalimentari e la biodiversità italiana.

Lorenzo Martorana

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