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Festival delle Sagre ad Asti

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Ci sono i grandi classici della tradizione piemontese come i ravioli al plin e la bagna cauda, oltre alle Tagliatelle all’ uovo con tartufo, ma anche gli agnolotti d’ asino e il “Baciua'” (zampino di maiale lessato, posto sotto aceto aromatizzato, impanato e fritto). Sono alcuni dei piatti che si potranno assaggiare al Festival della Sagre in programma ad Asti il prossimo week end (8 e 9 settembre). Anche quest’anno l’appuntamento classico con i prodotti tipici della provincia si svolgera’ nella piazza Piazza Campo del Palio dove oltre 40 pro loco della provincia astigiana proporranno le loro specialita’ gastronomiche, accompagnate da vini Doc astigiani.

Si comincia sabato dalle 19: come di consueto ci si aspetta una grande folla di persone che arrivano da tutta la regione, alcune anche da fuori, per assaggiare i piatti della tradizione passeggiando con un bicchiere di vino tra le casette in legno delle pro loco nel gigantesco ristorante all’aperto. Non solo cibo pero’. Domenica mattina alle 9,15 si svolgera’ la tradizionale sfilata per le vie del centro cittadino: tremila personaggi storici sui carri trainati da trattori, buoi e cavalli, rappresentano le scene piu’ significative della vita e dell’antica civilta’ contadina. E poi tutti a mangiare nel “villaggio gastronomico” fino a notte fonda accompagnati dalle note dei gruppi musicali “Le Voci del Piemonte”, “Ji Arliquatu” e del Gruppo Artistico “Il Dusio d’Oro”.

Il Festival delle Sagre e’ nato nel 1974 da un’idea di Giovanni Borello, allora presidente della Camera di Commercio, nell’ambito della Douja d’Or (Salone nazionale dei vini Doc e Docg, in programma quest’anno dal 7 al 16 settembre), con l’ intento di conferire a quello che era essenzialmente un concorso enologico, un momento festoso di incontro. Fu in particolare l’aspetto gastronomico della sagra, la festa del paese, che sollecito’ la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire in un giorno le piu’ genuine specialita’ della cucina campagnola e proporle ai cittadini perche’ riscoprissero, attraverso quei sapori resuscitati, un folklore da non dimenticare. Dopo quattro anni, per far rivivere quella ” civilta’ contadina”, venne istituita la sfilata che si svolge ancora oggi nella mattinata di domenica.

Per rendere la manifestazione sempre piu’ interessante, nel 1978 si penso’ di istituire un Trofeo (e successivamente nel 1992 un Super Trofeo) che ponesse in contesa fra loro le numerose pro-loco partecipanti, facendo leva, in senso sportivo, sul campanilismo acceso che da sempre divide i vari paesi, allo scopo di designare la pro-loco dell’ anno. Le pro-loco che animano il Festival sono cosi’ chiamate, sotto l’imparziale giudizio di commissioni di esperti, a cimentarsi in cinque prove: la sfilata, l’ allestimento dello stand, la cucina, l’accuratezza del servizio ed il rapporto fra il prezzo, la quantita’ e la qualita’ del prodotto gastronomico offerto.

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