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Federalberghi, turismo in recessione

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Calano le presenze degli italiani, aumentano i pernottamenti di stranieri ma il crollo delle tariffe si ripercuote negativamente sul fatturato delle strutture ricettive

Secondo il monitoraggio effettuato da Federalberghi, i mesi da gennaio a marzo hanno segnato un calo del 3,5% (rispetto al 2011) delle presenze alberghiere da parte degli italiani, ma un incremento del +9,1% di pernottamenti stranieri.

Questo aumento ha prodotto però scarsi aumenti di fatturato a causa di tariffe a pacchetto dettate al ribasso dai grandi tour operator internazionali, pronti a sfruttare la scia della crisi mondiale.

Anche sul fronte dei collaboratori alberghieri si evidenzia un calo generalizzato del -2,5% (rispetto allo stesso trimestre del 2011).

Questi sono segnali evidenti di uno stato di crisi del settore che se non immediatamente supportato da iniziative specifiche, potrà costituire un ulteriore tassello in meno per l’economia nazionale – è il commento del presidente Bernabò Bocca alla assemblea di Federalberghi a Taormina -. Ecco quindi l’urgenza di misure straordinarie volte a fermare l’emorragia di lavoratori e l’istituzione di un tavolo tecnico col Governo per studiare forme di rilancio del settore e dell’immagine Paese. Se dovessimo fallire un simile obiettivo potremmo compromettere una delle poche attività economiche che pur in anni di crisi epocale, è riuscita a mantenere alto il nome dell’Italia nel mondo.

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