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Estate in Sicilia: tour a Rosolini tra pesce fresco e granite

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Rotolando verso il sud dell’Italia, giungiamo nella felicissima e calda Sicilia, laddove in ogni angolo di terra si sollevano odori e profumi di cibi appena sfornati, piatti tipici abbigliati d’antichità, che si rigenerano ad ogni morso, regalandoci emozioni. Palermo, Messina, Catania, Taormina, Siracusa, Modica, Noto… sono queste le località con maggiore densità turistica e quindi ritenute la culla della buona cucina. La mia bussola, però, vira ancora più a sud: il nostro viaggio tra le vie del gusto inizia da un paese di circa 22 mila abitanti, a metà tra le provincia di Ragusa e Siracusa, erede di tradizioni distorte, volti felici e frasi confidenziali.

A Rosolini, paese che non si rassegna ai dettami delle città, ci si potrebbe sentire come in un set cinematografico (tra l’altro Ficarra e Picone gireranno qui il loro prossimo film) e perdersi tra le voci dei venditori ambulanti, gli occhi curiosi di chi non capisce a quale famiglia appartieni, le luci che animano la festa del patrono, i pub lungo il viale principale, i tavolini attorno ai quali chiacchierare. Non è mare, né montagna; non è una città ma neanche un paese; non troverete persone discrete, ma neanche curiosi incalliti e insopportabili: curiose affinità, quelle le scoverete certamente!

Per iniziare bene la giornata, non potete fare a meno di recarvi in Piazza Masaniello (vicinissima alla piazza principale), piccola e dal retrogusto leggendario, sulla quale alberga una fontanella d’effetto: anziani dai racconti fugaci e dalle risate fragorose l’adornano come se fossero foglie aggrappate ai vitigni. Ed è qui che si trova Don Paolo: simbolo della granita per eccellenza, conquistatore indiscusso delle anime di buongustai, pietra miliare che ancóra un appezzamento di passato alla fugacità del futuro. Entrando nella sua prospettiva, dimenticate il binomio granita/brioches e sostituite il secondo elemento col classico panino. Altrettanto, dimenticate tutti gli altri gusti e focalizzate le papille gustative sulla cremosità dell’agrume giallo: aspro e dolce in un mix fresco.

Dopo aver fatto questa classica colazione, migrate verso Pachino, patria dell’omonimo pomodoro ciliegino, sulle cui coste potrete godere le meravigliose e selvagge spiagge e i limpidi fondali dalle sfumature verdi e azzurre. Lasciatevi stregare dalle località di Lido San Lorenzo, Carratois, Scarpitta, Ranedda e Portopalo di Capo Passero, laddove si baciano Ionio e Mediterraneo.

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Giunti all’ora di pranzo, dimenticate le insalatine leggere, perché al Sud la leggerezza si trova in un territorio sconosciuto al cibo. Se avete intenzione di fare picnic sulla spiaggia, munitevi di focacce, pasta al forno, frutta di stagione e chi più ne ha più ne metta! Viceversa, recatevi in un ristorante in riva al mare e lasciate che il pesce appena pescato vi si sciolga in bocca, inebriati dalla salsedine.

Se preferite il take way, nelle ramificazioni della piazza, celebre per essere stata immortalata dalla telecamera di Giuseppe Tornatore in Nuovo cinema Paradiso, trovate Sicily: ottimi prezzi ed eccelsa qualità! Altra storia se volete stare comodi, a quel proposito la via centrale è costellata di ristoranti che si susseguono rapidamente e tra i quali segnaliamo La Mattanza e il Cortile Arabo (più costoso, ma ugualmente meritevole). Sul lungomare, durante i mesi estivi, troverete un’infiorata di bancarelle, spettacoli, animazione e due punti di riferimento ferrei per ciò che concerne l’acquisto dei prodotti ittici tipici: le ditte Adelfio e Campisi.

Considerando che il pomeriggio, nelle estati sicule, è di solito dedicato al mare o alle escursioni presso le principali località artistiche, vi consigliamo di visitare la città di Noto: una bomboniera barocca nella quale poter gustare ottimi dolci e non solo! Vi è poi Modica: la patria della nota cioccolata, lavorata a freddo seguendo le tecniche tramandateci dagli antichi aztechi e Ragusa: perla del Mediterraneo! Ma queste sono solo alcune delle mete da esplorare e nelle quali perdersi; se invece apprezzate più le rappresentazioni teatrali, nei mesi di maggio e giugno, nella città di Siracusa, all’interno del Teatro greco, si tengono le rappresentazioni classiche (che seguono i ritmi dell’antica Grecia, nella quale il teatro animava la vita cittadina. Consigliate a chi è amante e studioso di teatro e letteratura, ma anche a chi vuole farsi sane risate con le opere di Aristofane).

Alla fine di quest’ultime, non potete che passare da Antonio e assaporare, in piedi o appoggiati sul cofano delle vostre auto, un panino farcito a dovere. Panino in Sicilia, proprio così! Perché chi passa da Siracusa non può fare a meno di incrociarsi con il paninaro per antonomasia, colui che, almeno per le ultime due generazioni, è sempre esistito. Non si tratta dell’unico esistente, bensì del più antico e affascinante chef sulle quattro ruote: agile come una libellula tra le piastre bollenti, i condimenti freschi e i panini soffici e fragranti, punge e tinge di gusto il nostro palato come un’ape. Bandiera portante della paninoteca siciliana è il panino con la carne di cavallo, trattata con aglio e aceto di vino rosso e aggrovigliata in filante svizzero e contorni vari.

Altra opzione per la cena: ritornando verso il luogo di partenza, potrete recarvi Al Vecchio Mulino, sulla strada di Modica. In questo ristorante potrete gustare piatti tipici a base di carne e pesce o un’ottima pizza. Il nostro consiglio, per soddisfare pancia e portafogli, è quello di optare per un antipasto di pesce (sui 25 euro) nel quale si degusta davvero di tutto a volontà!

Se scegliete di rimanere a Rosolini, vi consigliamo il ristorante Terminal, situato sulla statale all’ingresso del paese o, per restare nelle note del cibo in strada, c’è veramente l’imbarazzo della scelta tra paninerie, pizzerie e pub, specialmente sulla strada principale!

E per restare tra le note del piacere, vi consigliamo di consultare l’itinerario appetitoso del Ragusano e della tavola iblea.

di Redazione

 

 

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