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Ercole Olivaro, Concorso per la valorizzazione delle eccellenze olearie territoriali italiane

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Mercoledì 19 Marzo, presso la sede di Unioncamere a Roma, è stato presentato il concorso Ercole Olivario, il premio più prestigioso a livello nazionale nel settore dell’olio extravergine d’oliva italiano di qualità.
In occasione della conferenza stampa sono intervenuti molti protagonisti di questo celebrato premio, a partire da Giorgio Mencaroni, presidente di Camera di Commercio di Perugia, città dove avverrà la premiazione sabato 30 marzo, il quale ha dichiarato ”ventisette edizioni sono un grande traguardo per chi, come noi, ha creduto da sempre nelle potenzialità di questo concorso […] Basti pensare che dal 1993, anno della prima edizione, sono più di 8800 le etichette che si sono iscritte, per un totale di oltre 280 vincitori”.
Saranno 17 le regioni rappresentate in questa edizione del concorso, tra le quali spiccano, in termini di numero di oli in concorso, Umbria, Lazio e Toscana, seguono Sicilia, Sardegna e Puglia. Nonostante la drastica riduzione produttiva dell’olio EVO dell’ anno passato, dovuta a grandi problematiche a livello climatico, ad una serie di criticità come la Xylella e all’invasione di olio straniero, l’olio italiano continua a rappresentare l’eccellenza a livello mondiale ed un comparto fondamentale sul quale investire, dove la qualità è il cardine su cui si sono focalizzate le riflessioni di tutti i relatori intervenuti alla conferenza.

La ricerca continua della qualità, coniugando tradizione ed innovazione, è da sempre una delle sfide che porta avanti l’Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano” come afferma il presidente David Granieri “per vincere questa battaglia culturale è necessario anche cambiare l’approccio di tanti consumatori verso un alimento che ha grande valore salutistico e sensoriale”.
Inoltre, l’Unaprol ha proposto al COI di rivedere il livello di acidità accettabile per l’olio EVO, comprova di come sia ribadita la necessità di alzare i parametri per limitare una fascia di dubbio valore e di come il premio Ercole Olivario sia testimonianza di tale impegno.
Sono state evidenziate due regole significative del concorso: in primis, i campioni d’olio vengono prelevati direttamente in azienda, per mantenere un criterio il più oggettivo possibile e, novità di questa ultima edizione, viene richiesto anche il fascicolo del produttore, che rappresenta una vera e propria carta d’identità dell’azienda agricola e della tracciabilità che ruota intorno al prodotto stesso.
È stato inoltre ribadito che l’Italia, per motivazioni territoriali e geografiche, non può e non potrà mai soddisfare il fabbisogno di olio EVO nazionale con la sola produzione domestica, quindi dirigendosi all’importazione e costituendo un modello dove risultare leader nella qualità imponendo un valore standard.
Si partirà dall’idea di internazionalizzare il portale pubblico Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), dove sarà verificabile tutta la tracciabilità del prodotto, dal campo alla bottiglia, e non dichiarando solamente l’origine del prodotto a partire dal solo frantoio, come vorrebbero il resto dei paesi produttori.
A ribadire l’impegno nel puntare alla qualità, anche il vice presidente vicario Italia Olivicola, Luigi Caninocontinua a difendere con forza, in seno ai massimi consensi nazionali ed internazionali, il panel test, unico strumento utile per la classificazione degli oli in grado di contrastare frodi e contraffazioni che inquinano gli scaffali.” La missione dell’Italia sarà quella di prendere piena consapevolezza delle radici profonde che l’olio EVO ha nella nostra cultura ed essere capaci d’insegnare e trasferire ad altri paesi tale modello, fuso con il turismo, la cultura e l’enogastronomia.
Come confermano le parole del vicepresidente di Unioncamere Andrea Pretel’olio extravergine di oliva è da sempre uno straordinario ambasciatore del made in Italy nel mondo […] una delle principali produzioni dell’agroalimentare italiano. Perché la buona tavola è un fattore trainante dell’attrattività dei nostri territori ed un richiamo irresistibile per il turismo internazionale e per gli investimenti stranieri”.
Claudia Tomasuolo

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