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ELICE: IL PAESE MEDIOEVALE FAMOSO PER LA PASTA ALLA MUGNAIA

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Abruzzo, regione di terra e di mare. Mi ha sempre affascinato questo contrasto, la possibilità di stare al mare e guardare le montagne. Sono più di quattro anni che giro per questa regione così particolare e ogni tanto mi imbatto in posti fantastici. Domenica scorsa, ad esempio, sono stata ad Elice, un piccolo paesino famoso per la pasta alla mugnaia e con un borgo medievale incantevole. Passeggiando per le stradine del paese ho scoperto che ogni anno ad agosto, durante tutta la seconda settimana, il borgo si veste in festa grazie alla “Notte dell’Ilex”, una rievocazione storico-medievale, che riporta Elice all’XI secolo, con circa 400 figuranti in costume d’epoca. La festa è anche un’occasione per turisti e non, di provare la pasta alla mugnaia. E proprio di questo voglio parlarvi oggi. La pasta alla mugnaia è originaria della zona tra Città Sant’Angelo e Elice, nella provincia di Pescara. La ricetta proviene dalla valle del fiume Fino sulle cui rive, già in epoca medievale vi si trovavano diversi mulini, con cui i mugnai producevano la farina, macinata lentamente, e impastata e lavorata secondo una particolare tecnica. Da qui ne deriva il nome, infatti l’ingrediente principale è la farina, che unita insieme ad acqua ed uova porta alla nascita di questa pasta così particolare. La sua forma inconfondibile ricorda un cordone unico lungo e schiacciato, tirato a mano dalle donne dei paesini pescaresi.

Domenica a pranzo, insieme al mio ragazzo ed alcuni amici, mi sono imbattuta in “Margherita”, un ristorante molto famoso ad Elice. Più che di un ristorante si tratta di una trattoria, che prepara solo ed unicamente piatti della tradizione abruzzese. Qui dopo un antipasto, con prodotti tipici, quali la pezzonta, il pecorino, il salame e un formaggio fritto, ho potuto assaggiare la mugnaia. Questa viene preparata in diverse varianti, ma il più delle volte con un ragù di carne. Impossibile spiegarvi la bontà di questo piatto così semplice.

La pasta fatta a mano, spessa e porosa, tanto da far sì che il sugo venga trattenuto all’interno della pasta stessa, rende il piatto ancor più godurioso. Oltre alla mugnaia abbiamo potuto assaggiare anche la pecorara, altro primo piatto tipico abruzzese. Si tratta di anellini di pasta fresca, conditi con un sugo di verdure e la ricotta di pecora. Anche i ravioli con funghi e tartufo erano buonissimi. Dopo aver mangiato il tris di primi stavo letteralmente scoppiando, ma non ho potuto fare a meno di provare gli arrosticini, che come tutti ben sanno sono il piatto per eccellenza abruzzese, insieme alle pallotte cacio e ova, di cui sono particolarmente ghiotta. Queste ultime sono delle polpette, preparate con formaggio e uova, fritte e ripassate in un sugo di pomodoro. Un pranzo così non si dimentica più. Proprio come le stradine del borgo medievale e il paesaggio suggestivo delle montagne intorno, che hanno regalato a me e ai miei compagni d’avventura una domenica spensierata e piacevole.

Di Alessia Giannino

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