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Dragotto Farm, una storia di ritorno alla Terra

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Dietro questa piccola boutique dell’olio ci sono cinque giovani professionisti che hanno scelto di investire in agricoltura spinti dalla passione e dal ricordo per le cose buone di una volta

Le madeleine di Proust sono la metafora che riesce a spiegare al meglio la motivazione che ha spinto cinque fratelli a ritornare a fare agricoltura nonostante altrettanti brillanti percorsi universitari e lavorativi. Se il profumo dei piccoli dolcetti faceva ritornare indietro nel tempo il narratore de “Alla Ricerca del Tempo Perduto” questa volta sono stati i sentori fruttati e il sapore unico dell’Olio Extravergine d’Oliva di Sicilia il viatico di un ritorno al passato che ha portato nei cinque fratelli Dragotto (originari di Palermo) il desiderio di ritornare a fare agricoltura come ci hanno insegnato i nostri nonni ma avvalendosi di tutti gli strumenti della contemporaneità.

Anima artigiana e visione moderna, quindi,  per una piccola realtà produttiva nata praticamente dal nulla, da nessuna eredità terriera: alla base di tutto  c’è solo la passione per la terra e per ciò che essa offre, come uno stile di vita. Ecco quello che si cela dietro il progetto di Dragotto Farm, che attraverso una gestione sostenibile delle risorse naturali, ha fatto tesoro delle lezioni del passato ed ha scommesso su innovazione e ricerca per ottenere un olio Extra Vergine d’Oliva  unico, di qualità superiore.

Il progetto produttivo Dragotto Farm nasce concretamente nel 2016 con l’acquisizione di cinque ettari di terreno a Castelvetrano (in provincia di Trapani)  in piena valle del Belìce, in una delle zone maggiormente vocate per la produzione del prezioso oro verde born in Sicilia. In quest’area la cultivar d’eccellenza è la Nocellara del Belìce, tra le varietà più pregiate dell’isola, che dà vita ad un Olio Extra Vergine d’Oliva di elevata intensità gusto olfattiva, lievemente amaro e piccante caratterizzato da note di  carciofo, mandorla e pomodoro verde. 

Dragotto Farm è un’alchimia, è proprio il caso di dirlo, ben oleata dove ognuno dei fratelli occupa un ruolo ben preciso in un meccanismo armonico. Luca, una brillante laurea in legge e un lavoro da funzionario all’università di Palermo, si occupa del coordinamento di tutti i processi aziendali dalla terra, al frantoio, alla bottiglia; Marco, capo dell’Azienda agricola e laurea in economia, si occupa della commercializzazione del prodotto e del rapporto con i buyer; Antonio, una laurea in economia ed esporto in fondi strutturali, si occupa di far quadrare i conti; Andrea, food manager, si occupa della parte legata al mondo della ristorazione; Miriam, la più giovane della famiglia e laureanda in scienze agrarie, insieme all’agronomo aziendale, si occupa di prevenzione e del benessere del piante. La squadra vede anche in campo Chiara, la moglie di Luca, una storica dell’arte che si occupa del marketing e insieme a Luca Tedesco, grafico dell’azienda, sviluppano il packaging e si occupano del sito web e dei social. 

“La passione per l’olio c’è sempre stata in famiglia – racconta Luca Dragotto – fin da bambini siamo stati abituati a consumare olii artigianali e considerarli un elemento essenziale per la nostra alimentazione. La passione per il cibo e la curiosità di ogni singolo elemento che compone un piatto ben riuscito, ha fatto il resto. Ma la decisione di investire in agricoltura nasce dalla passione per la terra e da ciò che offre: uno stile di vita che inevitabilmente ti condiziona e ti conduce al bello, ci piace l’idea di fare e lasciare qualcosa di buono per il futuro.”

Dragotto Farm, per la sua produzione dei suoi extravergine d’oliva, ha scelto di affidarsi ad un lavoro accurato di ricerca e innovazione, riuscendo ad ottenere un prodotto di qualità, nel rispetto delle risorse naturali. Dalla raccolta a mano alla molitura a freddo, ogni fase della lavorazione dell’olio è seguita con cura maniacale e si attiene ai disciplinari DOP “Valle del Belìce” e IGP “Sicilia” e dell’agricoltura biologica. Attualmente la gamma degli oli è composta dalla collezione Viridior (che deriva dal latino e che significa più verde)  che raggruppa due etichette: Il Gran Cru, produzione limitata, e prodotta esclusivamente con una selezione delle migliori olive di Nocellara del Belìce,  raccolte da specifiche piante ricadenti nella stessa area, fruttato medio dal carattere deciso, e il Blend, composto da differenti cultivar, che risulta più armonico e rotondo

Maurizio Turrisi 

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