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Dove mangiare in Costiera Amalfitana, 6 indirizzi affidabili

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«Conosci tu la terra dove il limon fiorisce? Laggiù, laggiù voglio con te fuggire» così scriveva Goethe della Costiera Amalfitana, attraversando il tratto di costa che da Vietri sul Mare arriva a Positano. 55 km di luoghi incantati, dove il mare e il cielo avvolgono un terra rigogliosa di profumi e di sapori. Abbiamo percorso questo tratto di blu alla ricerca di indirizzi golosi e incantevoli scorci.

Positano è il paese più famoso della Costiera, in bilico tra i turisti modaioli e l’atmosfera di antico borgo arabeggiante. Per mangiare a Positano bisogna spendere e quindi è importante avere un indirizzo sicuro. Il Ristorante La Sponda dell’Hotel Sirenuse, è un locale di tono, che offre una cucina schietta ma di grande classe. La vista dalla sala è meravigliosa, e i piatti sono un susseguirsi di profumi dell’intera Campania. Lo Chef Matteo Temperini, lavora materie prime eccellenti e nei suoi piatti la grande tradizione è alleggerita e modernizzata. Il menù segue le stagioni, il consiglio è quello di inseguire il mare: gamberoni imperiali, calamaretti, vongole veraci, ogni ingrediente è sapientemente trasformato e accostato alla verdura del momento. Fascia di prezzo alta.

positano

Per chi invece volesse mangiare in un ambiente meno raffinato, consigliamo il Ritrovo di Montepertuso. A metà strada tra lo splendido borgo di Nocelle e Positano il Ritrovo offre cucina locale a base di prodotti dell’orto come i ravioli pomodorini e melanzane e ottimi piatti a base di pesce azzurro. Fascia di prezzo media.

Cetara è un piccolo borgo dall’atmosfera lenta e cordiale, famoso per la pesca del tonno e per la Colatura di alici. All’interno del paese, vicino alla piazza c’è il Ristorante San Pietro. Pesce fresco cucinato in modo tradizonale ma con accostamenti mai banali. Da provare sono certamente gli antipasti continua invenzione dello chef e la genovese di tonno, piatto tipico napoletano cucinato in genere con carne in lunga cottura nella cipolla, qui rivisitato con il tonno. Sempre ottimo il risotto alla pescatora. Buona carta dei vini e fascia di prezzo medio-alta.

foto di Hostaria da Bacco, Furore

foto di Hostaria da Bacco, Furore

Giunti ad Amalfi oltre ad una visita alla Dolceria dell’antico portico con le sferette al limone e finocchietto e la delizia al limone, non può mancare una cena alla storica trattoria da Gemma, a due passi dal Duomo. Qui lo Chef Salvatore Milano alterna sapori della memoria con grande innovazione di gusto. Anche qui nel menù non manca la pasta alla genovese, questa volta in versione tradizionale, per chi ama il pesce c’è il famoso polipo arrostito con pomodori secchi o il delicato risotto con gamberi cotti e crudi al limone sfusato di Amalfi. Fascia di prezzo medio-alta.

Approdiamo infine a Furore, il paese dipinto, per alcuni il paese che non c’è perché le case si snodano lungo la tortuosa strada che dall’entroterra dei Monti Lattari scende verso il mare fino al Fiordo di Furore. Passando di qui è d’obbligo una sosta all’Hostaria Bacco. Prima di accomodarvi in sala affacciatevi in terrazza a contemplare il panorama immobile e incantato. Nutrita l’anima sarete pronti ad assaporare il territorio. Totani e patate è una portata d’obbligo, come anche gli scialatielli e le alici marinate. Grande tradizione e tanti prodotti locali. Fascia di prezzo media considerato che siamo in Costiera.

Testo di Marianna Mastropietro

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