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Viaggio a Scicli nella cucina del Ristorante Satra

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Siculi, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Spagnoli, tutti sono passati da Scicli, cittadina nell’entroterra ragusano, dal colore giallo scarico e l’atmosfera quasi irreale simile a quella di un presepe. Famosa per il quarteire Chiafura (grotte scavate nella roccia abitate fino al periodo della guerra) e circondato da una terra ricca di profumi che diventano prelibatezze, Scicli è una tappa obbligata per chi cerca angoli di vera Sicilia.

E qui proprio nel centro del borgo ha la sua sede il Ristorante Satra, degli chef patron Rita Russotto ed Emanuele Di Stefano che rivisitano con cura i piatti della tradizione siciliana, giocando su contrasti ed equilibri di sapori.

Rita Russotto nata a New York è ritornata nella sua terra d’origine, dove assieme ad Emanuele ha imparato ad elaborare tutto il gusto della sua isola e ha iniziato la sua avventura in cucina che ci racconta così: “Sì sono nata negli Stati Uniti d’America, ma sono cresciuta in Sicilia dall’età di 7 anni, l’unico luogo dove metto in pratica le mie influenze americane è a casa mia, riservandomi delle buone colazioni tipiche americane a cui non posso rinunciare. Ma al Satra la nostra cucina – mia e del mio socio Emanuele che è ai fornelli con me – si esprime a 360 gradi in piatti siciliani.”

La filosofia del Satra si basa su ingredienti del territorio che provengono da contadini con terreni
della zona circostante Scicli. Inoltre la stagionalità dei prodotti usati riesce a garantire la giusta riuscita di ogni ricetta.
“Il rapporto con i nostri fornitori” – continua Rita – “è basato su rispetto e fiducia, tali da consentire di ottenere sempre il meglio dei prodotti locali.”

All’interno del ristorante non arrivano semilavorati, tutto è preparato dalle sapienti mani di Rita ed Emanuele. Tra le tante ricette: la foglia di pane fatto in casa con aguglia affumicata e salsa di peperoni, la sontuosa pasta con sarde e finocchietto selvatico (odore tipico della zona); il cous cous con pescato del giorno; la cernia con purea di ceci, finocchio saltato, lardo di maiale nero dei Nebrodi e polvere di polline di finocchietto; l’uovo croccante con purea di pomodoro.

Ce n’è una poi che merita particolare attenzione, perché strettamente collegata alla storia di Scicli e delle sue caratteristiche grotte: il caturro (alimento primario a base di grano macinato in casa e cotto come polenta). Qui si può assaggiare in forma di arancino con crema di ricotta e seppia con il suo nero.

Ristorante Satra, Via Duca degli Abruzzi 11,  Scicli RG
Telefono:0932 842148

di Marianna Mastropietro

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