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Consorzio Prosecco: Zanette riconfermato presidente

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Resterà alla guida del Consorzio di Tutela per altri tre anni. Insieme a lui, sono stati eletti come vicepresidenti Giorgio Serena e Gian Giacomo Bonaldi Gallarati Scotti

Presidente che vince non si cambia, e così Stefano Zanette potrà portare avanti i progetti già in essere nel Consorzio anche per i prossimi tre anni. La sua riconferma è avvenuta con la votazione unanime del Consiglio di amministrazione del Consorzio del Prosecco DOC, che ha nel Comitato Esecutivo ha eletto anche Alessandro Botter,  Valerio Cescon, Mattia Mattiuzzo e Giancarlo Moretti Polegato.

Le ragioni per cui ha accettato altri tre anni di impegno, Zanette le ha espresse subito: “Dare un futuro al Prosecco e consolidare il lavoro fatto in questi anni sul fronte della sostenibilità  e della coesione”. In merito alla sostenibilità, Zanette ha avviato da tempo una serie di iniziative: vale la pena ricordare, per esempio, che quella del Prosecco è stata la prima area denominazione d’origine a mettere al bando, a partire dalla campagna di quest’anno, l’uso di fitofarmaci a base di  Glifosate, Folpet e Mancozeb. Quanto all’altro grande tema, la coesione tra le diverse anime del Prosecco, l’idea di Zanette è stata di creare un Sistema Prosecco, una società da lui presieduta e in cui si ritrovano i tre consorzi deputati a tutelare tutto il mondo del Prosecco, composto da una DOC e dalle due DOCG del Conegliano-Valdobbiadene e dell’ Asolo.

A dimostrazione che l’unione fa la forza, la società ha dato fin da subito risultati positivi nell’azione di contrasto alla contraffazione del vino: “Da soli, forse, si va più veloci, ma insieme si fa più strada – ha commentato commento di Stefano Zanette – La prova ce la offre la visita presso la sede di Sistema Prosecco di una delegazione inglese inviata dalla Food Standard Agency (l’omologa UK del nostro ICQRF) che ufficializzerà la notizia dell’ennesimo fermo nel Regno Unito relativo a una partita di ‘fake prosecco’’. I successi ottenuti sul fronte della tutela internazionale, unendo le forze, li potremmo più facilmente conseguire anche sul fronte della promozione e della comunicazione. Ognuno con la propria testa, il proprio stile e le proprie diversità ma tutti nella stessa direzione, per dare al mondo un messaggio coerente.

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