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Combo, la bottiglia del futuro

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Una start up italiana ha brevettato il processo che permette alla fibra di carbonio di andare a contatto con gli alimenti, vino compreso

Nera, leggerissima, infrangibile: la bottiglia del vino del futuro potrebbe essere in fibra di carbonio. Questa, almeno, è la convinzione del suo creatore, Enrico Raimondo, a.d. della start up Combo srl, con sede legale a Rovereto:  dopo anni di studio, tentativi ed esperimenti è riuscito a mettere a punto Carbit©, un procedimento  (brevetto italiano n°102015000080291e PCT/IB2016/057359 per estensione mondiale) che vetrifica la superficie delle fibre composite come quella di carbonio, in modo che possa entrare in contatto con acqua, bevande e alimenti senza rilasciare fibre o resine.

“Finora, la fibra di carbonio era un materiale familiare soprattutto agli sportivi– spiega Raimondo – Da anni infatti è utilizzata sia per fare biciclette da corsa o parti di automobili da corsa, come la scocca. Però piccoli oggetti, come una borraccia, un bicchiere, un piatto o una bottiglia, non erano mai stati realizzati”. I vantaggi di questo materiale sono evidenti: non solo (essendo di fatto un tessuto si piega e si modella con grande facilità, ma soprattutto è infrangibile, pesa pochissimo, ha un’ottima resistenza agli sbalzi termici, non lascia passare nessun tipo di luce. Nel mondo del vino, bottiglie in fibra di carbonio permetterebbero di risolvere in un colpo solo due problemi molto sentiti dagli addetti ai lavori: quello del peso delle bottiglie – che incide sul costo dei trasporti e quindi anche, in parte, sulla carbon footprint* dell’azienda vinicola – e quello delle rotture accidentali delle bottiglie stesse durante il trasporto. Peccato che, ad oggi, realizzare queste bottiglie sia costosissimo: “Questo perchè si tratta di pezzi fatti uno per uno e interamente a mano – dice l’inventore – Il solo rivestimento interno richiede 72 ore per asciugare, e questa fase può essere fatta solo all’ariafuori polvere”.

La bottiglia Combo è infatti l’unica ad essere realizzata completamente in fibra di carbonioresistente ad una pressione interna superiore ai 9 bar, e con un peso inferiore ai 500g. Altre bottiglie già note al grande pubblico come quelle usate nelle gare di Formula 1 per “festeggiare” con la tradizionale doccia di Champagne le vittorie dei piloti, sono infatti tradizionali bottiglie in vetro rivestite con uno strato di fibra di carbonio. Oltre ad aver realizzato alcune bottiglie nel classico formato da 0.75 cl e da 1,5 l (magnum), finora la start up ha fatto anche alcuni oggetti per la cucina (vassoi, piatti, bicchieri) che alla funzionalità abbinano un design modernissimo e di grande eleganza, e sta esplorando eventuali applicazioni del materiale anche in altri settori, come quello dell’odontotecnica, di apparati medicali, del packaging industriale, ecc.. Conclude Raimondo: “Le possibilità di applicazione di un materiale composito come la fibra di carbonio sono infinite: i materiali compositi infatti sono leggeri, resistenti, esteticamente belli, personalizzabili e possono sostituire molti materiali tradizionali. E ora, grazie al nostro brevetto e alle certificazione FDA ed EU, possono andare a contatto anche con cibi e bevande”

Elisabetta Tosi

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