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Cantina di Soave (Vr): bilancio da record

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Presentato in conferenza stampa il bilancio 2016-2017: vendite in crescita in Italia e all’estero. In via di completamento i lavori di ampliamento di tutti gli stabilimenti produttivi e nel 2018 si festeggeranno i 120 anni dalla fondazione 

Dal nostro inviato – Elisabetta Tosi

“Se l’anno scorso avevamo presentato un bilancio da record, quest’anno ci siamo perfino superati in fatto di vendite annue, di ricavi complessivi, di patrimonializzazione, di investimenti, di resa per ettaro, di prezzo medio al quintale d’uva. Dobbiamo dire che siamo su un mercato difficile, quello del vino è battuto da tutti, dalla Francia al Sudafrica al Cile, e la concorrenza è altissima. Ciononostante, la nostra azienda ha dimostrato di sapersi muovere con autorevolezza e al tempo stesso dinamismo”. Attilio Carlesso, presidente di Cantina di Soave, una delle più importanti realtà cooperative d’Italia, ha tutte le ragioni per sentirsi soddisfatto. Pur in un contesto economico molto incerto e non privo di aspetti critici, la Cantina da lui presieduta è riuscita a battere i suoi stessi record.

Il fatturato consolidato è infatti di 118 milioni di euro, mentre i quintali di uva lavorati nel 2016 sono stati 1 milione e 51 mila. Ciò ha permesso di remunerare i 2200 soci con oltre 63 milioni di euro, cosa che si traduce con una redditività media per ettaro di quasi 12 mila euro. Equilibrati i valori sia per i volumi che per il valore dei vini venduti: entrambi hanno registrato un + 6%, in una annata, la 2016, che ha invece visto alcune DOC perdere posizioni di mercato. In crescita anche il valore del vino in bottiglia (+2%), le cui vendite rappresentano il 50% dell’intero fatturato. Di questo, ben il 53% deriva dalla vendita di prodotti a marchio, mentre il restante 47% è relativo alla vendita di vini a “private label”. “Noi non diventeremo mai un’azienda di servizio per la grande distribuzione, non vogliamo subire le loro scelte – ha dichiarato il direttore generale Bruno Trentini – Vogliamo essere il più possibile loro partner, per servire al meglio le diverse denominazioni”. Circa i mercati, Cantina di Soave conferma la sua leadership in Italia, dove vende il 58% dei suoi vini: il restante  42% va soprattutto in Germania e Austria per quanto riguarda vini bianchi come il Soave e il Pinot Grigio, che hanno registrato un +20% e un +16% nelle vendite rispettivamente, mentre le piazze più importanti per i vini rossi restano quelle del Nord Europa e la Svizzera.

“Le operazioni di gestione attuate nel corso dell’esercizio 2016/2017 – ha continuato Trentini  sono state in linea con quelle degli anni passati. In particolare, l’azienda ha proseguito nella sua politica di rafforzamento dei marchi aziendali in un’ottica di valorizzazione delle denominazioni territoriali, in modo da garantire il massimo del reddito alla base sociale: l’80% della nostra produzione, infatti, deriva da vitigni autoctoni. Abbiamo raggiunto e per certi aspetti superato gli obiettivi che ci eravamo prefissati e questi risultati premiano il lavoro di tutta l’azienda, in maniera trasversale”. Ad oggi questa cooperativa conta su 6 stabilimenti e attraverso i suoi 2200 soci conferitori lavora poco meno di 6 mila ettari di vigneto nelle diverse denominazioni veronesi, le principali delle quali sono Soave (di cui gestisce il 48% dell’area di produzione a DOC), Valpolicella (49%) e Lessini Durello (70%). Proprio in vista di nuovi significativi traguardi, la Cantina ha iniziato da tempo anche importanti lavori di ampliamento di tutte le sue strutture produttive, che si prevede termineranno entro la fine dell’estate 2018 e che consegneranno alla fine un’azienda tecnologicamente all’avanguardia. Giusto in tempo per i festeggiamenti per i suoi primi 120 anni.

                                                                               

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